Manifestazioni contro Casapound, il comitato dei residenti chiama Salis: “Ci convochi e trovi una soluzione”
- Postato il 4 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Torna a farsi sentire il comitato spontaneo dei cittadini della Foce, che da tempo lamentano la convivenza stretta con le manifestazioni organizzate dalla galassia antifascista genovese contro la presenza della sede di Casapound in via Montevideo. Dopo i contrasti delle scorse settimane, i residenti scrivono una lettera aperta indirizzata alla sindaca Silvia Salis, chiedendo un confronto per provare a risolvere questa criticità.
A firmare la lettera la presidente del comitato Laura Satta: “Sono una donna, lavoro in uno dei più importanti istituti di credito d’Europa ed abito alla Foce in un appartamento che ho acquistato con il mio lavoro e con i miei sacrifici e che rappresenta per me un traguardo di cui essere fiera ed orgogliosa, considerando che compirò trent’anni dopodomani – premette – A proposito, quando ho saputo che il futuro sindaco di Genova avrebbe potuto essere una ragazza quasi mia coetanea ho fatto istintivamente il tifo per lei“.
Il Comitato contesta in particolare il metodo della sindaca, accusata di aver scelto di solidarizzare con la “parte più rumorosa” del conflitto, ascoltando una sola campana e ignorando, di fatto, la maggioranza dei residenti che chiede soltanto ordine e quiete pubblica. Secondo il comitato, l’intervento politico si è dimenticato del concreto: “Si governa nelle piccole cose, perché se le grandi cause hanno il fascino delle tribune; le piccole questioni hanno il peso delle responsabilità – si legge nella missiva – Il Comitato che presiedo, appunto, rifiutando categoricamente untuosi tentativi di apparentamento politico, si occupa di cose più semplici e, forse per questo, più serie: quiete pubblica, equilibrio, convivenza civile. Devo dirle che mi ha sinceramente colpito ed addolorato la sua solerzia a voler ricevere e solidarizzare con la parte più rumorosa solo perché ritenuta più vicina politicamente (glielo dico sotto voce: tanti residenti della Foce stanchi dei tafferugli e delle violenze hanno votato e voterebbero di nuovo per lei) e, per converso, il rifiuto di ascoltare anche la voce della assoluta maggioranza dei suoi cittadini che io, in qualche modo, per questa questione rappresento. Peraltro, oltre che un gesto scortese, convocare uno solo dei contendenti in assenza di contraddittorio è come sa, espressione di una poca attenzione a uno dei principi cardine della nostra civiltà giuridica”.
La lettera non risparmia però l’opposizione politica alla giunta: “Per la verità, sindaca, è l’atteggiamento di tutta la classe politica ad avermi scoraggiato -scrive Satta – Quanto, infatti, al centrodestra cittadino, pur prendendo atto delle dichiarazioni di solidarietà che “l’opposizione” ama strombazzare in aula e nei comunicati, rilevo un dettaglio non secondario: nessun eletto, di alcuna assemblea, ha ritenuto di contattare direttamente il Comitato, di incontrare i residenti, di ascoltarci senza telecamere. Una solidarietà enunciata, non esercitata. Proclamata, non praticata. Quasi un affanno da visibilità misto al terrore che una cittadinanza organizzata ed attiva, se valorizzata ed incoraggiata, possa rendere obsoleto il clero dei politicanti. Sia chiaro: noi cittadini del Comitato non partecipiamo a questo teatro. Siamo e vogliamo restare apolitici e chiediamo soltanto governo, non scenette”.
E poi, l’appello finale rivolto alla sindaca: “Convochi a sé i protagonisti di questa vicenda, tutti questa volta. E con il prestigio del suo ufficio trovi una soluzione. Le minacce continue espresse con tono sempre più impunito e sfrontato che provengono dai facinorosi violenti divengono di giorno in giorno più inquietanti e frequenti e contro il nostro Comitato giungono solo insulti ed offese con il rifiuto categorico, così come hanno fatto le istituzioni, di riconoscerci la dignità di interlocutori”.