Mancini: «I luoghi simbolo di Cosenza chiusi e abbandonati»

  • Postato il 15 gennaio 2026
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Mancini: «I luoghi simbolo di Cosenza chiusi e abbandonati»

Una denuncia netta e senza appello quella di Giacomo Mancini che in un video social ha elencato una serie di luoghi simbolo di Cosenza chiusi e abbandonati


«COSENZA è una città ricca di storia di storia, di arte e anche di luoghi dove fare cultura, socialità, intrattenimento che hanno enormi potenzialità attrattive. Eppure, oggi restano chiusi, inaccessibili, abbandonati. È un patrimonio negato ai cittadini e ai visitatori. Un esempio ulteriore dell’incapacità amministrativa di Caruso».

Così Giacomo Mancini, componente della Direzione regionale del Partito Democratico Calabria ed ex deputato socialista, presenta il proprio nuovo reel divulgato sui canali social. Nel video, Mancini mostra cinque simboli emblematici di questa situazione: il Castello Svevo, il Planetario “Giovanni Battista Amico”, il Cinema Teatro Italia “Aroldo Tieri”, i Bocs Art e la Villa Vecchia. Luoghi diversi, ma legati dallo stesso destino: lucchetti alle porte, abbandono, risorse pubbliche sperperate.

«Ho scelto cinque esempi — spiega Mancini — ma potrei citarne molti di più. Perché purtroppo i beni comunali dimenticati o inutilizzati a Cosenza sono decine. Dal centro storico alle periferie, si contano spazi di grande valore storico, architettonico e sociale che sono stati lasciati marcire. È una ferita che attraversa la città e ne racconta la fragilità e l’abbandono in cui versa». «In cinque anni – afferma Mancini – Caruso non è riuscito a restituire ai cosentini la possibilità di vivere questi luoghi. Eppure, ogni città si misura anche da come sa prendersi cura dei propri spazi comuni».

Il messaggio è chiaro: serve dare una alternativa alla città. Occorre un’amministrazione che sappia pianificare, gestire e valorizzare ciò che già esiste, trasformando questi luoghi in occasioni di crescita collettiva. «Cosenza — conclude — ha bisogno di aprire le sue porte, non di chiuderle. Ha bisogno di una classe dirigente competente e coraggiosa, che ami davvero la città e che lavori per restituire ai cittadini spazi di bellezza, incontro e vita. Cosenza merita di meglio».

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