Manchester City, game over Guardiola: la fine di un’era e la decisione sul futuro, un italiano al suo posto

  • Postato il 18 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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In Inghilterra tiene banco il futuro di Guardiola. La sua era al Manchester City sta per volgere al termine? La doppia sconfitta col Real Madrid agli ottavi di Champions ha l’amarissimo sapore del fallimento, specie dopo quanto investito dal club nell’ultimo anno. E l’addio è un’ipotesi sempre più probabile.

Manchester City, Guardiola verso l’addio

Dieci anni al timone del Manchester City e una sola Champions League vinta – tra l’altro – contro l’Inter. Il giorno dopo la cocente eliminazione dalla coppa delle grandi orecchie per mano del Real Madrid, che s’è imposto pure all’Etihad dopo il 3-0 al Bernabeu, in Inghilterra si tirano le somme della gestione Guardiola. Le sei Premier League conquistate non si cancellano, ma in Europa il bottino è magro. Specie se relazionato a quanto la proprietà ha investito nell’arco di questi due lustri per consegnare al 55enne tecnico italiano una organico sempre più forte.

La sensazione è che Pep abbia perso il tocco magico, sebbene il suo valore assoluto non sia in discussione, per carità. Ma l’inventore del tiki-taka, l’allenatore che – come Arrigo Sacchi – ha rivoluzionato il calcio moderno con uno stile tutto basato sul palleggio, non è riuscito nell’obiettivo di elevare i citizens allo status – ad esempio – del Real Madrid. Non a caso, quella di ieri è la quarta eliminazione subita negli ultimi cinque per mano dei blancos. E, allora, sorgono dubbi leciti sul futuro di Guardiola nella Manchester tinta d’azzurro.

La decisione sul futuro

Nel novembre 2024 l’ex Barcellona e Bayern Monaco ha rinnovato il contratto col City fino a giugno 2027, in cambio di uno stipendio da 23 milioni a stagione. Eppure già da mesi si rincorrono le voci che riferiscono di un divorzio anticipato al termine della stagione. In tal senso, l’eliminazione agli ottavi di Champions potrebbe spingere Guardiola verso l’addio.

Come rivelato dal Daily Mail, presto Pep incontrerà la dirigenza per fare il punto sul futuro. C’è una data in particolare da segnare in rosso sul calendario, quella del 22 marzo. Già, dopo la finale di Carabao Cup con l’Arsenal le intenzioni delle parti saranno più chiare.

Bruciato oltre mezzo miliardi di euro in un anno

Il flop del Manchester City fa ancora più rumore se si considerano le spese sostenute dal club dello sceicco Mansour nell’ultimo anno. Da gennaio 2025 a gennaio 2026 gli sky blues hanno investito più di mezzo miliardo di euro per fermarsi agli ottavi di Champions League. Tra calciatori acquistati e mandati in prestiti, colpi rivelatisi inutili e giocatori che non hanno reso secondo le aspettative, il disastro è totale. E, forse, neppure l’eventuale rimonta in Premier League potrebbe bastare a rendere meno amaro l’euro-naufragio.

Riavvolgiamo il nastro a un anno fa, quando il City ha sborsato 40,2 milioni di euro per Khusanov, 35,5 per Vitor Reis, addirittura 75,8 per Marmoush, 60 per Nico Gonzalez e 6 per Bah. In estate, invece, sono stati acquistati Reijnders dal Milan per 54,6 milioni di euro, Ait-Nouri (42,5 milioni), Bettinelli (2,4 milioni), Cherki (40,1 milioni), Nypan (14,8 milioni), Trafford (36,6 milioni di euro) e Donnarumma (30,7 milioni di euro). Il caso Trafford è emblematico: comprato dal Burnley a peso d’oro per sostituire Ederson, si è ritrovato a fare da riserva a Gigio, arrivato in chiusura di mercato dal PSG. A gennaio altri due rinforzi: Semenyo, preso dal Bournemouth per 73,6 milioni di euro, e Guehi, per cui sono stati versati 23 milioni di euro al Crystal Palace. Il totale ammonta a 535,5 milioni di euro.

Un italiano in pole per sostituire Guardiola

A Manchester torna prepotentemente di moda il nome di Enzo Maresca, già vice di Guardiola nella storica stagione del triplete. L’allenatore di Pontecagnano, campione del mondo la scorsa estate col Chelsea prima dell’addio ai blues non senza veleni, piace per il suo modo di intendere il calcio che rispecchia anche la filosofia del suo maestro.

Ha il vantaggio di conoscere l’ambiente e ha già dimostrato tanto a Leicester con una promozione record quanto a Londra col trionfo negli States di avere talento e personalità: insomma, il profilo giusto per ripartire dopo 10 anni di Guardiola.

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Virgilio.it

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