Remissione è la parola più attesa dai pazienti affetti da malattie autoimmuni, patologie croniche dovute a un errore di funzionamento del sistema immunitario. Significa scomparsa dei sintomi e la si ritrova sempre più spesso nelle conclusioni di studi scientifici che hanno testato l'efficacia delle terapie con cellule CAR-T contro questa classe di malattie.
Un articolo divulgativo appena pubblicato su Nature fa il punto sugli esiti di una dozzina di studi che negli ultimi tre anni hanno studiato gli effetti di questa forma di terapia avanzata contro condizioni autoimmuni debilitanti come il lupus, la colite ulcerosa, l'artrite reumatoide. I risultati molto positivi di queste sperimentazioni suggeriscono che il futuro delle terapie contro queste patologie possa molto contare sulle CAR-T.. CAR-T: che cosa sono. Le CAR-T (la sigla sta per Chimeric Antigens Receptor Cells-T) sono linfociti T (i globuli bianchi che di norma riconoscono le minacce costituite da virus o cellule maligne, mantenendo la memoria degli attacchi subiti) ingegnerizzati per riconoscere e prendere di mira uno specifico antigene cellulare, in questo caso quello espresso dai linfociti B dei pazienti. In chi è colpito da malattie autoimmuni, i linfociti B, che di norma producono anticorpi diretti contro virus e batteri, non riconoscono la parte sana dell'organismo e si mettono ad attaccarla. Una volta reinfuse nel paziente, le CAR-T si dirigono in ogni tessuto ed eradicano tutti i linfociti B "impazziti".. Le terapie CAR-T contro le malattie autoimmuni. Di norma le terapie a base di cellule CAR-T sono usate contro diversi tipi di cancro. Il loro impiego contro le malattie autoimmuni è esploso nel 2021, dopo il caso di una ventenne tedesca che grazie alle CAR-T è finita in remissione persistente da una forma grave di lupus erimatoso sistemico, una malattia autoimmune rara che può colpire diversi organi e tessuti, come sangue, cute, reni, polmoni, sistema nervoso. La paziente aveva provato senza successo moltissime terapie, incluse quelle con anticorpi monoclonali. Una singola dose di CAR-T ha spento in poche settimane i sintomi della sua malattia. . Da allora, trainati da questo primo risultato positivo, sono stati avviati diversi trial per testare le CAR-T contro altre condizioni autoimmuni, come l'artrite reumatoide (che colpisce le articolazioni), la sclerosi sistemica (che attacca il tessuto connettivo, quello che sostiene e collega gli altri tessuti) e la miosite, che interessa l'apparato muscolare. Più sperimentazioni contro il lupus hanno raggiunto la fase III, quella più avanzata.
All'inizio del 2025 un team di immunologi dell'East China Normal University di Shanghai ha pubblicato i risultati, promettenti, di uno studio pilota che ha usato le cellule immunitarie di un donatore esterno per trattare una forma di lupus farmacoresistente in più pazienti. Un passo importante perché apre alla possibilità di creare una versione generica delle CAR-T, da produrre in massa e non in forma personalizzata come si fa ora, partendo dalle cellule del singolo paziente.
Lo studio ha coinvolto quattro donne, una delle quali è andata in remissione e non assume più farmaci, mentre le altre tre, liberate da sintomi come l'artrite, il gonfiore dei vasi sanguigni e l'alopecia, seguono oggi una terapia di mantenimento con basse dosi di steroidi.
Nel 2024 lo stesso gruppo ha sfruttato una terapia con CAR-T ottenute da cellule di un donatore modificate con la CRISPR per trattare tre pazienti, uno con una forma grave di miosite e due con sclerosi sistemica. I pazienti sono andati in remissione.. Studi convincenti sull'uso delle CAR-T sono in corso anche contro la miastenia gravis, una malattia autoimmune che causa debolezza muscolare nei muscoli che servono per respirare o deglutire e che porta quindi a sintomi invalidanti, e contro la rettocolite ulcerosa, una condizione infiammatoria cronica del colon che genera ulcere, diarrea con perdite di sangue e malassorbimento intestinale. . Anche se non è chiaro se le terapie CAR-T rappresentino una cura permanente contro le malattie autoimmuni, in molti scommettono che nei prossimi anni diventeranno un trattamento molto più diffuso, almeno contro il lupus, la patologia autoimmune per la quale al momento sono più studiate.
Le CAR-T comportano ancora costi molto elevati, ma sull'altro piatto della bilancia bisogna mettere, oltre al miglioramento della qualità di vita dei pazienti, benefici di tipo economico: molte delle malattie immuni citate generano costi onerosi in termini di assistenza sanitaria, cure farmacologiche e giorni di lavoro persi, costi risparmiati quando i pazienti vanno in remissione..