Madre e figlia avvelenate, nuova audizione per la cugina: attesi i risultati definitivi sulla ricina
- Postato il 17 aprile 2026
- Cronaca Nera
- Di Il Fatto Quotidiano
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Proseguono senza sosta le indagini sul caso dell’ipotizzato avvelenamento da ricina che, a fine dicembre, ha portato alla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, a Pietracatella. Nella giornata odierna è stata nuovamente ascoltata per diverse ore la cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, convocata in Questura come persona informata sui fatti.
La donna, che non risulta indagata, ospita da giorni lo stesso Di Vita insieme ad Alice dopo il sequestro dell’abitazione familiare, in cui è stato effettuato un nuovo sopralluogo sabato scorso. Nel corso dell’audizione davanti agli investigatori della squadra mobile di Campobasso – incaricati dalla procura di Larino che coordina l’inchiesta per duplice omicidio volontario -le sono stati chiesti chiarimenti sui rapporti interni alla famiglia. In particolare, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione le dinamiche relazionali tra Di Vita, la cugina acquisita e le nipoti. Una rete di testimonianze che si amplia giorno dopo giorno: sono oltre trenta le persone già ascoltate come informate sui fatti.
Al centro dell’inchiesta resta il nodo della ricina, una sostanza altamente tossica, le cui tracce sarebbero state individuate nel sangue e in un capello di una delle vittime. Tuttavia, secondo quanto emerso dai primi riscontri del centro antiveleni, la sostanza non sarebbe stata rilevata nel sangue di Gianni Di Vita, elemento che potrebbe avere un peso significativo nello sviluppo delle indagini.
Parallelamente, non sono ancora conclusi gli accertamenti del Centro antiveleni Maugeri di Pavia, incaricato delle analisi sui campioni biologici. Il direttore Carlo Locatelli ha fatto sapere che i risultati ufficiali saranno comunicati solo al termine degli esami, attraverso una nota formale, mantenendo quindi ancora aperti diversi interrogativi.
Nel frattempo, gli investigatori si preparano a una nuova convocazione di Di Vita, attesa già nelle prossime ore, mentre la difesa ha nominato come consulente il tossicologo forense Mauro Iacoppini. Il legale di Di Vita, allo stato parte offesa nel procedimento, nei giorni scorsi ha sottolineato la necessità di attendere riscontri scientifici certi prima di considerare consolidata l’ipotesi della ricina, non escludendo altre possibili spiegazioni, dalla tossinfezione a differenti forme di avvelenamento. Ma sono stati già numerosi gli esami effettuati che hanno dato esiti negativo sia sul cibo sequestrato, sia sulle vittime. Gli esami tossicologici e microbiologici erano risultati negativi.
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