Nel mondo dello slittino, dove la vittoria si decide nello spazio di un battito di ciglia, il "pareggio" è una rarità statistica. Eppure, alle Olimpiadi invernali di Sapporo 1972, in Giappone, la fisica e i regolamenti si arresero davanti a una coincidenza incredibile. Protagonisti gli azzurri Paul Hildgartner e Walter Plaikner.
Tecnologia vs regolamento: il millesimo "invisibile"
Per capire l'accaduto vale la pena dare... un'occhiata alle macchine del tempo dell'epoca. Nel 1972, i sistemi Omega erano già meraviglie dell'ingegneria: i timer al quarzo avevano una precisione potenziale al millesimo di secondo. La tecnologia era pronta per il futuro, tanto che pochi mesi dopo, alle Olimpiadi di Monaco, il millesimo fu usato per assegnare l'oro nel nuoto (nel caso Larsson-McKee).
Tuttavia nello slittino esisteva un "limite legale": il regolamento della FIL (Federazione Internazionale Slittino) riconosceva ufficialmente solo i centesimi. Tutto ciò che accadeva oltre la seconda cifra decimale doveva essere ignorato per regolamento.. Il paradosso dei display: una cifra di troppo
Un dettaglio curioso, per altro, riguarda i tabelloni elettronici dell'epoca, installati nell'impianto di Sapporo. Sebbene i computer Omega elaborassero dati molto più profondi, i display luminosi erano progettati per mostrare solo due cifre decimali. Dunque, anche volendo, i sistemi di visualizzazione non avrebbe avuto lo "spazio fisico" per mostrare al pubblico quel millesimo di differenza. E infatti il pubblico vide due tempi identici.
Il dilemma del 1:28.35: la vittoria in pochi centimetri
Al termine delle due manche, il verdetto per Italia e Germania Est (Hörnlein/Bredow) fu identico: 1:28.35. In realtà alcune indiscrezioni dell'epoca suggeriscono che i tedeschi fossero stati più veloci di circa 2 o 3 millesimi.. Per capire quanto fosse infinitesimale questo distacco, basta un calcolo: a una velocità di circa 100 km/h uno slittino percorre meno di 3 centimetri in un millesimo. Quel vantaggio "fantasma" dei tedeschi era lungo tra 5 o 8 centimetri: meno di un palmo di mano su un percorso di un paio di chilometri. Poiché la norma imponeva il troncamento quel distacco divenne dunque nullo e il CIO assegnò quell'unico oro ex aequo della storia olimpica dello slittino.
La rivoluzione post-Sapporo
Fu dunque anche questo caso di "podio sdoppiato" a causa di un limite... burocratico a spingere le federazioni alla riforma. Già nel 1973, infatti, la FIL impose il passaggio ufficiale a un livello superiore di accuratezza nel cronometraggio, al millesimo di secondo. Sapporo 1972 resta così l'ultima volta in cui un centesimo ha deciso un oro olimpico in questa disciplina: da Innsbruck 1976, la misurazione "al millesimo" è lo standard per evitare che la velocità degli atleti superi la precisione dei regolamenti.. Per capire quanto fosse piccolo questo distacco, basta un calcolo: a una velocità di circa 100 km/h uno slittino percorre meno di 3 centimetri in un millesimo. Quel vantaggio "fantasma" dei tedeschi era lungo tra 5 o 8 centimetri: meno di un palmo di mano su un percorso di un paio di chilometri. Poiché la norma imponeva il troncamento quel distacco divenne dunque nullo e il CIO assegnò quell'unico oro ex aequo della storia olimpica dello slittino.
La rivoluzione post-Sapporo
Fu dunque anche questo caso di "podio sdoppiato" a causa di un limite... burocratico a spingere le federazioni alla riforma. Già nel 1973, infatti, la FIL impose il passaggio ufficiale a un livello superiore di accuratezza nel cronometraggio, al millesimo di secondo. Sapporo 1972 resta così l'ultima volta in cui un centesimo ha deciso un oro olimpico in questa disciplina: da Innsbruck 1976, la misurazione "al millesimo" è lo standard per evitare che la velocità degli atleti superi la precisione dei regolamenti..