Lord Jim a casa
- Postato il 18 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Lord Jim a casa
Scritto nel 1973 e rimasto per decenni fuori catalogo, Lord Jim a casa della scrittrice britannica Dinah Brooke si fa nuovamente vedere in libreria, riproposto da Sellerio. Il titolo è un richiamo preciso al Lord Jim di Conrad, ma il riferimento è insieme un richiamo e un rovesciamento. Perché se in Conrad il mare rappresentava la prova morale e la possibile redenzione, qui il vero dramma si consuma in casa, all’interno delle mura domestiche, luogo per eccellenza della rispettabilità e dell’educazione borghese. Protagonista della vicenda è Giles Trenchard, soprannominato il Principe, rampollo di una influente famiglia dell’alta società inglese. Tradotto in italiano da Tommaso Pincio, il testo si presenta come una sorta di romanzo di deformazione che smonta con violenza dall’interno i miti della borghesia e delle classi privilegiate. Il peso delle ambizioni paterne, le sevizie quotidiane e l’assenza di un amore autentico segneranno l’infanzia del protagonista in maniera irreparabile. Crescendo, Giles attraversa le tappe classiche della formazione di un giovane privilegiato: collegio, università, arruolamento in marina durante la guerra. Tuttavia, nulla di questo riuscirà a plasmare il suo carattere, profondamente minato fin dalle origini dalla crudeltà della balia e dalla sadica indifferenza dei propri genitori. L’esperienza in mare sembra offrire per un momento una possibilità di ordine che però viene immediatamente interrotta con il ritorno a casa di Giles che una volta sceso a terra si ritrova nuovamente immerso in quell’ambiente familiare e sociale che lo ha deformato in maniera irreparabile. E’ proprio in questa traiettoria che il romanzo di Dinah Brooke trova la sua forza più inquietante, nel racconto lucido e crudele del progressivo deteriorarsi di una personalità cresciuta dentro un sistema di valori che hanno sortito esattamente l’effetto contrario da quello atteso. Scritto con una prosa tagliente, affilata come una lama, capace di alternare momenti di autentico disagio a improvvisi lampi di umorismo nero, Lord Jim a casa appare, nonostante l’età, come un romanzo tremendamente moderno, capace di anticipare in modo sorprendentemente efficace una serie di temi ricorrenti della narrativa contemporanea. Rendono bene l’idea le parole usate da Ottessa Moshfegh nella prefazione del testo: “C’è moltissimo dolore in questo romanzo. E altrettanto umorismo. Se non fosse un tale autentico piacere da leggere, direi che Lord Jim a casa è uno stumento di tortura”.
Dinah Brooke
Lord Jim a casa
Sellerio, 328 pp., 16 euro