L’opposizione attacca sulla riorganizzazione della Regione: “Direttori scelti prima del bando”
- Postato il 30 marzo 2025
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “La riorganizzazione dirigenziale della Regione, recentemente approvata dalla giunta, sarà trasmessa direttamente alla Corte dei Conti”. A chiamare in causa i giudici contabili sono i consiglieri regionali del Pd Davide Natale ed Enrico Ioculano, che attaccano la giunta del presidente Marco Bucci sull’annunciata riforma dei vertici della Regione.
Un passo indietro: lo scorso giovedì Bucci aveva confermato che i nuovi dirigenti della Regione sarebbero stati selezionati tramite bando, così come da delibera approvata. Nella stessa giornata, però, un comunicato stampa annunciava la riorganizzazione dell’ente inserendo i nomi dei dirigenti delle undici direzioni generali: “Incredibile gaffe della Regione – affonda il consigliere di Linea Condivisa – Lista Orlando, Gianni Pastorino – In piena vigenza di un avviso pubblico per la selezione di figure dirigenziali, con scadenza tra pochi giorni, la giunta Bucci pubblica un comunicato con tanto di nomi e cognomi dei nuovi dirigenti, annunciando la nuova organizzazione dell’ente”.
Nel tardo pomeriggio di sabato la Regione ha inviato un comunicato stampa in cui parla di un “errore tecnico direttamente attribuibile all’ Ufficio Stampa”, sottolineando che “ le posizioni espresse sono quelle attuali, in attesa che Regione Liguria bandisca quelle nuove”. I nomi inseriti nel comunicato stampa non sono dunque quelli futuri ma quelli cui attualmente sono assegnati gli incarichi, sottolineano dall’ente, ma le critiche e i dubbi da parte dell’opposizione però restano, non soltanto per i nomi già svelati ma anche per “altri aspetti”, sottolineano Natale e Ioculano.
“Si modifica l’organizzazione dell’ente con una semplice delibera di giunta, anziché attraverso una legge, come dovrebbe essere – aggiungono – Un cambio strutturale così rilevante meriterebbe infatti un passaggio trasparente e partecipato in Consiglio regionale, non una decisione calata dall’alto”. A far storcere il naso però è quell’elenco di nomi diffuso giovedì.
“La riforma introduce figure non previste dalla normativa regionale, come il cosiddetto ‘direttore dei direttori‘, e al tempo stesso marginalizza ruoli che invece dovrebbero essere centrali nell’architettura amministrativa dell’ente. È il caso del segretario generale, che per legge dovrebbe coordinare le funzioni di controllo strategico e gestionale ma che nella nuova struttura perde tale competenza ma non l’inquadramento economico”.
Il riferimento è al passaggio del comunicato stampa in cui si spiega che “al vertice della Regione il capo di Gabinetto del presidente Bucci e contrammiraglio, Massimiliano Nannini, il segretario generale Pietro Paolo Giampellegrini e la direttrice del Bilancio Claudia Morich che dirigerà la direzione generale centrale di coordinamento”.
“Come si spiega che nel comunicato stampa si faccia già il nome del futuro direttore? O il presidente Bucci è in possesso di una sfera magica, oppure i vincitori dei bandi sono già stati scelti. E allora, che senso hanno i bandi, se i giochi sono già fatti? Siamo di fronte a un’operazione che desta forti perplessità. Infine, un ultimo punto non secondario: delle 12 direzioni generali previste, solo due, Politiche abitative, Territorio e Demanio costiero e Ambiente, saranno assegnate tramite bandi aperti anche alla partecipazione esterna. Perché solo queste? Un altro enigma che conferma la sensazione di un pasticcio amministrativo che richiederà molto lavoro agli organi di controllo”.
Ancora, Gianni Pastorino: “Parliamo di una procedura pubblica ancora aperta, con tempi e modalità formalmente definiti, che viene di fatto svuotata di senso dall’annuncio preventivo dei vincitori. Una scelta che pone un serio problema di legittimità e apre la strada a possibili contenziosi. Qualunque candidata o candidato potrebbe sentirsi danneggiato e presentare ricorso. Se le nomine erano già decise, allora perché aprire un avviso? Solo per rispettare una forma vuota, mentre la sostanza era già scritta? Così facendo, non solo si danneggia la credibilità dell’ente, ma si rischia anche di bloccare tutto il processo con mesi di incertezza e impugnazioni. Altro che riorganizzazione efficiente”. Il consigliere ha fatto notare anche che i documenti già pubblicati sono poi stati cancellati: “Ma il danno è fatto, e a pagarlo saranno i cittadini e l’efficienza amministrativa”.