Lo psichiatra della famiglia nel bosco: "Bambini traumatizzati. Grida e autolesionismo"

  • Postato il 6 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Lo psichiatra della famiglia nel bosco: "Bambini traumatizzati. Grida e autolesionismo"

 "Abbiamo incontrato i due genitori straziati, hanno pianto il loro dolore, sono preoccupatissimi per la salute psichica dei loro figli, li vedono traumatizzati", a dirlo è Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della "famiglia nel bosco" di Palmoli, che ha incontrato ieri i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion presso lo studio degli avvocati di fiducia della coppia. La situazione sembra essere sfuggita di mano, con i bambini che hanno dovuto passare le feste lontani dalla propria casa e dalla propria famiglia, manifestando - a detta dello psichiatra - rabbia, delusione e dolore con grida e "piccoli atti autolesionistici". "Nulla di impressionante" secondo Cantelmi, ma "segnali inquietanti per i genitori". L'incontro è avvenuto nelle stesse ore in cui la consulente tecnica Simona Ceccoli prendeva ufficialmente l’incarico dal tribunale dei minori dell’Aquila per le perizie psicologiche su genitori e bambini, che cominceranno dal 23 gennaio. In attesa di quella data, Catherine e Nathan si stanno dimostrando disponibili, pronti a mettersi in discussione.

 

"Non riesco a comprendere quello che sta succedendo - ha continuato lo psichiatra - mi sembra di poter dire che è una famiglia che sicuramente ha bisogno di essere accompagnata ma non devastata" e denuncia quanto, in nome di una rigidità del sistema, si stia affrontando la situazione non permettendo a una madre e a un padre non violenti, affettuosi e che non hanno commesso reati, di vedere i propri figli il giorno di Natale, Il punto nevralgico della tesi dello psichiatra è qui, perché le modalità utilizzate, che recheranno traumi probabilmente irreparabili ai bambini e facilmente superabili ai genitori, non sono giustificate dal merito della questione, che altrimenti vedrebbe centinaia e centinaia di famiglie distrutte.

 

Quanto al rischio che i bimbi "costretti" a una vita bucolica siano tagliati fuori dal mondo, lo psichiatra replica di ritenere che “vivere immersi nella natura sia meglio che vivere in una famiglia mafiosa, camorrista o che vive nell’illegalità". Non si tratta di benaltrismo, ma di guardare la realtà. Lo pischiatra replica anche a chi fa leva sui problemi di salute, riferendosi all'intossicazione da funghi avuta dai bambini: "Vorrei far presente che in Italia ci sono più di 10.000 casi di intossicazione da funghi all'anno, nessuno si sogna di togliere i figli ai genitori per questo". Nel suo discorso c'è spazio anche per porre delle critiche e correzioni alla famiglia, perché "se per salute si intende un'attenzione alle indicazioni della prevenzione, come per esempio l'uso dei vaccini, allora credo che su questo sia necessario aiutare e persuadere le famiglie". Anche in questo caso, però, è necessario sottolineare che in Italia esistono larghi movimenti contro i vaccini, non per questo le famiglie protagoniste di queste idee hanno visto portarsi via i propri figli.

 

Insomma, come scritto su questo giornale, gli elementi più contestati alla famiglia, che è valsa la sospensione della potestà genitoriale, non sono un unicum nel nostro paese, tutt'altro. Basti pensare ai quasi cinquemila "neorurali" che vivono in Italia, cioè coloro che, con o senza figli, decidono di vivere nelle stesse condizioni scelte da Nathan e Catherine. Non solo, i protagonisti di questa vicenda hanno in qualche modo messo a nudo tutti i nostri pregiudizi e i nostri "idoli" moderni, utilizzati per giudicare e definire il modello di vita civilizzato, in contrasto con scelte di vita più semplici e autonome, come quelle della famiglia nel bosco, ma senza farci comprendere pienamente il valore di un'esistenza lontana dai canoni tradizionali.

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Autore
Il Foglio

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