L'Italia dello short track va forte anche senza Arianna Fontana: sei medaglie ai Mondiali, Pietro Sighel decisivo
- Postato il 16 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Viene quasi da dire che è un peccato che la stagione sia terminata per davvero. Perché sarebbe stato bello andare avanti ancora per tanto tempo: dopo le entusiasmanti medaglie olimpiche conquistate a Milano-Cortina, ai mondiali canadesi di Montreal sono arrivate altre 6 medaglie, a due di distanza dal record fatto registrare nella spedizione di L’Aia del 1996. Trent’anni dopo, però, lo short track italiano gode di buonissima salute e l’ha dimostrato abbondantemente nei due appuntamenti clou della stagione, il secondo dei quali non ha visto la presenza di Arianna Fontana, che dopo i giochi ha chiuso la sua stagione.
- Sighel di rabbia, Betti e Confortola le eredi di Arianna
- A un passo dal record di medaglie dei mondiali 1996
Sighel di rabbia, Betti e Confortola le eredi di Arianna
A Montreal l’Italia ha tenuto la barra dritta, ma soprattutto Pietro Sighel s’è preso la sua bella rivincita. Perché le squalifiche e le cadute rimaste impunite nelle gare individuali dei giochi sono ferite ancora aperte: i mondiali hanno quantomeno contribuito a ricucirle un po’, con l’oro nella staffetta mista che ha subito fatto comprendere al resto del mondo che la fame era ancora parte integrante del cammino azzurro.
Una staffetta nella quale Chiara Betti ha preso il posto di Arianna Fontana e non l’ha fatta rimpiangere, con Elisa Confortola, Thomas Nadalini e appunto Sighel perfetti nell’interpretare nel modo migliore una gara complicata, resa indimenticabile dal sorpasso operato da Sighel ai danni del rivale canadese a due sole curve dall’arrivo.
Il pattinatore azzurro ha subito però un’altra decisione piuttosto controversa nelle batterie dei 500 metri (avrebbe dovuto beneficiare le ripescaggio, ma i giudici hanno preferito riabilitare l’olandese ‘T Wout tra non poche polemiche), senza la quale magari avrebbe potuto centrare anche una medaglia individuale. Cosa che ha fatto Thomas Nadalini nei 1.500, argento dietro al coreano Jong-un, così come Chiara Betti ed Elisa Confortola, bronzo rispettivamente nei 500 e 1.000 metri.
A un passo dal record di medaglie dei mondiali 1996
Dalle staffette sono arrivate altre due medaglie: quella d’argento della selezione femminile nei 3.000 metri, beffata dall’Olanda che nel finale ha operato una rimonta non così scontata (Confortola, Betti, Arianna Sighel e Gloria Ioriatti le protagoniste azzurre) e quella di bronzo nella 5.000 metri maschile, che ha confermato in pieno il piazzamento ottenuto alle olimpiadi, con Sighel, Nadalini, Luca Spechenhauser e Lorenzo Previtali.
Soddisfazione è stata espressa da Kenan Gouadec, High Performance Director della FISG. “Abbiamo fatto bene quello che dovevamo fare e penso che si possa e si debba essere soddisfatti. Soprattutto sono felice che tra olimpiadi e mondiali ci sia stato modo di farsi conoscere, perché restiamo uno sport di nicchia, ma questi appuntamenti ci consentono di ottenere visibilità e questo può aiutare tutto il movimento”.