L'Italia dell'atletica vince anche dall'altra parte del mondo: Osakue s'impone nel disco. Delude il 18enne Gout Gout

  • Postato il 28 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Anche dall’altra parte del mondo l’atletica italiana continua a mandare segnali di grandeur. Con Daisy Osakue che nella gara di lancio del disco del Maurie Plant Meet, prima tappa del World Continental Tour (è il secondo circuito internazionale per importanza dopo la Diamond League), ha sbaragliato la concorrenza vincendo con una misura di 57.94, arrivata peraltro all’ultimo tentativo dopo che aveva già aperto la propria serata con un ottimo 57.68, cui però hanno fatto seguito 4 lanci nulli. Una misura lontana dal primato nazionale di 64.57 e anche più corta rispetto a quanto fatto a Mariano Comense lo scorso 1° marzo (59.79), ma che è bastata per conquistare la vittoria nel meeting disputato a Melbourne.

Primo e ultimo lancio perfetti: Daisy ha alzato l’asticella

In condizioni atmosferiche non troppo estive (massima intorno ai 17 gradi) Osakue ha comunque dimostrato di aver trovato una buona continuità di rendimento, riuscendo a mettersi alle spalle la nigeriana Obiageri Pamela Amaechi (57.40) e la camerunense Nora Monie (56.79). Segnali incoraggianti in vista dei prossimi appuntamenti, anche se poi il focus per la 30enne piemontese è sempre rivolto agli Europei di Birmingham del prossimo agosto, dove spera di migliorare decisamente il 13esimo posto ottenuto nel 2024 a Roma.

In generale però la vittoria di Osakue conferma l’ottimo momento dell’atletica italiana, pensando che la sua disciplina non era tra quelle presenti a Torun nei mondiali indoor (per ovvie ragioni logistiche: il disco è disciplina unicamente all’aperto).

Gout Gout stavolta stecca: secondo nei 200 metri

A Melbourne in realtà tutti i riflettori erano puntati su Gout Gout, la promessa della velocità australiana che a 18 anni ha strabiliato il mondo intero correndo 20.02 i 200 metri e soprattutto 10 secondi netti i 100 metri (tempo fatto registrare un mese fa a Brisbane). Quello che molti definiscono già il nuovo Bolt ha però steccato nella finale dei 200 metri, corsa come detto in condizioni assai rivedibili sia per le basse temperature, sia per il leggero vento contrario (0,7 metri al secondo) che soprattutto per la bassa umidità che ha reso l’aria ancora più fredda di quanto ci si potesse attendere.

Alla fine il 20.43 mandato a referto dal giovane australiano ha deluso coloro che si aspettavano un tempone, e tra l’altro non è nemmeno bastato per conquistare la vittoria, dal momento che Lachlan Kennedy ha fermato il cronometro sul 20.38.

Tra l’altro Gout Gout appena un paio di settimane fa a Brisbane aveva corso 20.42, ma dovendo far fronte a un vento contrario di 2,1 metri al secondo. Una prestazione deludente dovuta certo alle condizione atmosferiche non idilliche, ma che in qualche modo riporta un po’ sulla terra un ragazzo di cui comunque tutto il mondo parla, e che in contesti più favorevoli è destinato certamente ad abbassare sensibilmente i suoi crono.

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Virgilio.it

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