L’isola senza energia. A Cuba finisce il carburante e comincia l’emergenza totale
- Postato il 9 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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L’isola senza energia. A Cuba finisce il carburante e comincia l’emergenza totale
Il governo cubano avvisa le compagnie aeree che da oggi non c’è più sull’isola carburante per i velivoli; a San Luis, provincia di Santiago de Cuba, sempre per la mancanza di carburante è stato inaugurato un carro funebre trainato da cavalli. Due notizie di ambito molto diverso, ma che confermano la drammatica emergenza dell’isola, dopo che i dazi minacciati da Trump a chi vi porterà idrocarburi hanno portato all’estremo una situazione di carenza che in realtà andava peggiorando da tempo. Il governo messicano ha annunciato che la propria marina militare sta portando nell’isola un carico di oltre 814 tonnellate di rifornimenti destinati alla popolazione civile cubana, ma non idrocarburi. Peraltro, anche gli Stati Uniti hanno annunciato un fondo di sei milioni di dollari per sostenere la popolazione cubana durante la crisi del carburante. Ma è una somma che verrà erogata attraverso la Chiesa cattolica, e con rigidi controlli per prevenire qualsiasi ingerenza da parte del governo locale.
Anche compagnia aeree statunitensi sono state avvertite della mancanza di carburante, oltre a altre compagnie spagnole, panamensi e messicane. L'annuncio arriva il giorno dopo la decisione del governo cubano di chiudere gli hotel e trasferire i turisti internazionali. Il turismo è un pilastro cruciale dell'economia cubana in difficoltà, grazie alla sua capacità di generare valuta estera e occupazione in un contesto di scarsità di risorse. L'isola ha ricevuto circa 2,2 milioni di turisti internazionali nel 2024, la cifra più bassa degli ultimi due decenni e al di sotto delle aspettative ufficiali. I dati dell'Ufficio nazionale di Statistica e Informazione mostrano che tra gennaio e settembre 2025 gli arrivi di visitatori stranieri sono diminuiti del 20,5 per cento, con solo 1.366.720 turisti, oltre 350.000 in meno rispetto all'anno precedente. Questo calo non colpisce solo alberghi e servizi, ma mette a dura prova anche le già deboli finanze pubbliche e incide sul tanto necessario afflusso di valuta estera. Il vice primo ministro cubano Oscar Pérez-Oliva Fraga ha dichiarato venerdì che “è stato elaborato un piano per il settore turistico per ridurre il consumo energetico, ottimizzare le strutture turistiche e sfruttare l'attuale alta stagione nel nostro paese”.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha annunciato giovedì scorso la sua disponibilità a dialogare con gli Stati Uniti, una mossa che dimostra la disperazione della leadership cubana di fronte all'attuale crisi. Díaz-Canel ha ammesso che lo “strangolamento economico da parte della principale potenza mondiale” sta avendo ripercussioni sulla già grave situazione dell'isola. Ha dunque annunciato l'attuazione di un “piano di emergenza multisettoriale". "La persecuzione energetica, la persecuzione finanziaria, l'intensificazione delle misure coercitive sono tali che sappiamo di dover lavorare duro, molto creativo e molto intelligentemente per superare tutti questi ostacoli”, ha dichiarato.
Le misure, che pure entrano in vigore oggi, includono la fine della vendita di gasolio al pubblico, la riduzione dell'orario di lavoro dei dipendenti statali a quattro giorni, drastici tagli agli orari di apertura di ospedali e uffici pubblici, la chiusura degli hotel turistici sulle isolette del nord, la sospensione degli interventi chirurgici non urgenti nei centri sanitari e severe restrizioni al trasporto pubblico interprovinciale. La chiusura di complessi alberghieri a causa della carenza di carburante è senza precedenti sull'isola, dove queste strutture sono rimaste operative anche durante le calamità naturali.
Nel frattempo il regime nicaraguense di Daniel Ortega e Rosario Murillo, ha eliminato la politica di esenzione dal visto per i cubani, che aveva reso il paese la prima tappa per coloro che intraprendevano la rotta migratoria illegale verso il confine tra Stati Uniti e Messico. Da un supposto sodale del governo dell’Avana, una chiara mossa per ingraziarsi Trump. Oltre 400.000 cubani hanno utilizzato la rotta Managua-Honduras-Messico tra il 2021 e il 2024, generando introiti significativi per il regime di Ortega.
Intanto Amnesty International ha denunciato un aumento della repressione contro i prigionieri politici e le loro famiglie a Cuba, mentre la Ong Prisioners Difenders denuncia che il numero degli stessi prigionieri politici è arrivato alla cifra record di 1207.
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