L’interrogatorio del 13enne autore del tentato omicidio della prof: “Dispiaciuto per non averla uccisa”
- Postato il 29 marzo 2026
- Cronaca Nera
- Di Il Fatto Quotidiano
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Aveva pianificato di uccidere la sua insegnante di francese, si era procurato tutto il necessario e aveva trasmesso in diretta la sua vendetta iniziata con l’accoltellamento della docente nei corridoi della scuola media di Trescore Balneario, nella Bergamasca: il 13enne, autore del tentato omicidio, durante l’interrogatorio si è detto dispiaciuto di non aver portato a termine l’omicidio.
Si mostra lucido e convinto, in base a quanto raccontato dal Corriere, e dice che avrebbe voluto uccidere anche mamma e papà, con i quali risulta avesse un buon rapporto. Proprio a casa dei genitori erano stati ritrovati materiali potenzialmente esplosivi. Ora la lente di ingrandimento è proprio sulla famiglia del 13enne: i giudici dichiarano che i genitori non avrebbero colto il malessere del ragazzino, mentre mamma e papà dicono, tramite l’avvocato Carlo Foglieni di averlo portato dalla psicologa per l’ansia generata dal rapporto conflittuale con l’insegnante. Intanto per il 13enne, ora affidato ai servizi sociali, si prevede la visita di un neuropsichiatra infantile e poi il trasferimento nella comunità più adeguata. Tutte le decisioni educative e sanitarie verranno prese da un curatore speciale nominato dal Tribunale.
Le indagini iniziano però anche ad analizzare i messaggi sul gruppo Telegram dove il 13enne aveva trasmesso in diretta la sua “Vendetta”: l’attenzione degli inquirenti è su una persona 17enne che avrebbe interagito più volte con il ragazzino nei giorni precedenti alla grave aggressione. Il canale è ora stato chiuso ma fino a pochi giorni fa si potevano ancora leggere i messaggi tra i due: il 22 marzo, due giorni prima dell’aggressione, il 13enne scriveva: “Se facessi una diretta registreresti e condivideresti il più possibile?” e la risposta della persona 17enne non si era fatta attendere: “Ascolta amico, ti voglio un bene dell’anima, ma questa è una cosa che non dovresti fare. Io ho 17 anni, tu 13. Mi caccerei in guai seri”.
La stessa persona, il 27 marzo, temendo conseguenze legali, aveva scritto: “Continuavo a dirgli che non ne valeva la pena e c’erano altre soluzioni“. La stessa persona poi, in base a quanto racconta Repubblica, dice: “Quella mattina mi ha scritto: ‘Inizierò la diretta tra pochi minuti’. Poi il link alla chiamata. L’ultima cosa che mi ha detto”. Si erano conosciuti su TikTok e avevano iniziato a chattare dopo poco. Il ragazzino si era poi confidato e aveva raccontato i suoi piani che confermerebbero anche la versione data dal 13enne durante l’interrogatorio: “Voleva uccidere suo padre e poi sua madre perché mi diceva che “si sarebbe messa in mezzo”. Gli ho detto di non farlo”. E sulla possibile ragione dietro l’aggressione alla docente spiega: “Mi ha detto che lo prendeva di mira, lo derideva e lo trattava male”.
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