L’influenza non passa più? Potrebbe essere colpa dell’orologio biologico. Pregliasco: “Ecco le semplici regole da seguire”

  • Postato il 8 gennaio 2026
  • Salute
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Se vi siete mai chiesti perché alcune influenze passano in pochi giorni mentre altre tengono ko le persone più a lungo, la risposta potrebbe non essere solo nel virus. A fare la differenza, è anche l’orologio interno del nostro corpo. Dormire male, mangiare a orari sballati, vivere sotto luci artificiali fino a notte fonda non è solo una cattiva abitudine: può rallentare la guarigione dall’influenza. In altre parole, il corpo combatte meglio quando sa che ore sono.

A indicarlo è uno studio recente condotto dai ricercatori del Children’s Hospital of Philadelphia (CHOP), negli Stati Uniti, che ha analizzato il ruolo dei ritmi circadiani – l’orologio biologico che regola sonno, fame e numerosi processi fisiologici – nella risposta all’infezione influenzale. I dati mostrano che quando questi ritmi sono ben sincronizzati con l’ambiente, l’organismo reagisce meglio al virus; al contrario, luce artificiale notturna, pasti irregolari e cicli sonno-veglia disorganizzati possono indebolire la risposta immunitaria e allungare i tempi di recupero. Un aspetto particolarmente rilevante nei contesti ospedalieri, dove illuminazione e routine spesso seguono logiche più organizzative che biologiche.

L’orologio biologico non è un dettaglio

Quanto conta quindi l’orologio biologico nella risposta all’influenza rispetto ad altri fattori come età e comorbidità? “Età, fragilità e patologie croniche restano le vie maestre che aumentano il rischio di complicanze, soprattutto nel caso dell’influenza. Ma l’orologio biologico non è affatto un fattore marginale – spiega al FattoQuotidiano.it il professor Fabrizio Pregliasco, Direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano -. I ritmi circadiani regolano funzioni cruciali del sistema immunitario, come la produzione di citochine e l’attività delle cellule linfocitarie che riconoscono e distruggono i virus. Quando questo sistema è ben sincronizzato, la risposta immunitaria risulta decisamente più efficace”.

Quando il sistema immunitario “perde il ritmo”

Come spiegare con parole semplici che luce, sonno e pasti “ordinati” possono influenzare l’immunità contro i virus?
“Diciamo che il sistema immunitario lavora ‘a turni’. La luce naturale, il sonno notturno e pasti regolari permettono all’organismo di adattarsi a un ciclo di vita coerente e prevedibile. Quando questo equilibrio si rompe – come accade, per esempio, nei turnisti o in chi vive costantemente fuori ritmo – la risposta immunitaria può diventare disfunzionale: o eccessiva, con infiammazioni sproporzionate come febbre alta; oppure troppo debole e incapace di contrastare efficacemente il virus. Nelle persone anziane o fragili, la rottura dei ritmi circadiani diventa un fattore di aggravamento che prolunga e complica la malattia”.

La luce come terapia (anche in ospedale)

In ambito clinico, quali modifiche pratiche si potrebbero adottare per aiutare chi è in ospedale a mantenere ritmi circadiani sani?
“Negli ospedali servirebbe un’illuminazione più biologica: luce intensa di giorno e molto più ridotta di notte. La luce naturale è un elemento terapeutico positivo, spesso sottovalutato. Andrebbe anche limitata la confusione notturna tipica dei reparti e ripensati orari e modalità di pasti e attività quotidiane. Non si tratta solo di comfort, ma di un vero supporto terapeutico che può incidere sui tempi di recupero”.

Come avere ritmi regolari

Nella vita di tutti i giorni, cosa può fare una persona “normale” per tenere in forma il proprio orologio interno?
“Le regole sono semplici, ma fondamentali. Esporsi alla luce naturale al mattino, anche con una breve passeggiata. Dormire a orari regolari, puntando a 7-8 ore di riposo. Limitare l’uso di schermi e l’esposizione alla luce blu tipica di smartphone e pc nelle ore serali. Mangiare a orari costanti, evitando pasti abbondanti a tarda sera. E seguire una routine quotidiana prevedibile. Tutti accorgimenti di buon senso che aiutano l’orologio biologico a fare bene il suo lavoro”.

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