Lindsey Vonn rassicura: "Il mio sogno olimpico non è finito". Ma nuovi esami dovranno dire se potrà gareggiare
- Postato il 30 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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La paura è stata tanta, il rischio di dover rinunciare al sogno olimpico per ora incombe. Ma Lindsey Vonn c’ha tenuto a far sapere di essere moderatamente ottimista circa le possibilità di presentarsi regolarmente al via delle gare sull’Olimpia delle Tofane, anche se mancano appena 5 giorni alla prima prova cronometrata di discesa. Una situazione che la fuoriclasse statunitense avrebbe preferito non dover vivere, eredità di una gestione barbina di una gara maledetta che è costata un grave infortunio a Marte Monsen, oltre che una caduta senza conseguenze di Nina Ortlieb.
- I primi esami e un responso che ancora rimane sub judice
- La promessa di Lindsey: "Il mio sogno olimpico non è finito"
- Polemiche e reazioni: la gara di Crans Montana mai così maledetta
I primi esami e un responso che ancora rimane sub judice
Vonn, dopo la brutta caduta nella parte alta della discesa di Crans Montana, ha raggiunto il parterre sulle proprie gambe, pur scendendo senza prendersi alcun rischio. Poi ha approfittato dell’elicottero che aveva fatto ritorno ai lati della pista dopo aver trasportato la sfortunata Monsen in ospedale per farsi a sua volta trasportare in toboga al primo centro disponibile, effettuando tutti gli accertamenti del caso.
E per quanto un esito approfondito verrà effettuato soltanto nei prossimi giorni, con un messaggio social l’americana ha quantomeno rassicurato tutti i suoi fan sulle sue condizioni. “Sono caduta oggi nella gara di discesa libera in Svizzera e mi sono infortunata al ginocchio sinistro. Sto discutendo la situazione con i miei medici e il team e continuerò a sottopormi a ulteriori esami. Questo è un esito molto difficile a una settimana dalle olimpiadi… ma se c’è una cosa che so fare, è tornare più forte di prima”.
La promessa di Lindsey: “Il mio sogno olimpico non è finito”
Dopo le prime impressioni di Aksel Lund Svindal, che aveva parlato di un dolore al ginocchio sinistro ma anche di come a caldo i fisioterapisti di Team USA avessero scongiurato il pericolo di danni seri, le parole di Lindsey hanno in parte contribuito a tenere la situazione sotto controllo, pur senza poter scongiurare del tutto il pericolo di un forfait a cinque cerchi.
“Il mio sogno olimpico non è finito. Grazie per tutto l’affetto e il sostegno. Darò maggiori informazioni quando le avrò. Grazie a tutto il personale medico che mi ha aiutata oggi. Sono grata per tutto l’incredibile aiuto che ho ricevuto. Un pensiero e un abbraccio a Marte Monsen, che oggi ha avuto anche lei una brutta caduta con infortunio”.
Polemiche e reazioni: la gara di Crans Montana mai così maledetta
Le polemiche sulla discesa odierna, cui è seguito l’annullamento delle prove cronometrate maschili, si sono rincorse per tutta la giornata. Crans Montana era già stata messa un po’ sotto la lente dopo i tragici fatti di capodanno, tanto che c’era chi aveva chiesto di non far disputare le gare previste nel fine settimana per rispetto delle vittime della tragedia de La Constellancion.
Dal disastro che ha visto tre atlete uscire sulle 6 che hanno gareggiato sono state “risparmiate” le italiane, con Brignone che pure avrebbe voluto gareggiare (dopo la ricognizione aveva definito la neve come bella, seppur con qualche passaggio critico, anche se i problemi sono cominciati intorno alle 10 quando è cominciata a scendere copiosa una nevicata nella parte alta), mentre Goggia e Pirovano erano molto preoccupate per via delle condizioni definita “molle e zuccherosa”.
Alla fine la decisione di annullare la gara è arrivata con colpevole ritardo, ma domani il meteo dovrebbe migliorare ed è previsto regolarmente che si possa disputare il supergigante alle 11, al quale chiaramente non parteciperà Lindsey Vonn. Ma altre atlete potrebbero anche decidere di non gareggiare, perché andare a rischiare a pochi giorni dai giochi olimpici non sembra essere una buona ragione per andare a caccia di guai. Anche sulla scelta della FIS di calendarizzare un appuntamento così a ridosso delle gare olimpiche c’è chi ha avuto da ridire. Ma il danno ormai è fatto, e la speranza è che Vonn (oltre a Monsen) non debba aver dovuto pagare la cambiale per tutte.