L’ex direttrice del Cpr di Torino è stata condannata a un anno per la morte di Moussa Balde

  • Postato il 11 febbraio 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Il Tribunale di Torino ha condannato a un anno di reclusione – con la condizionale – l’ex direttrice, per conto di Gepsa, del Cpr del capoluogo piemontese, Annalisa Spataro.

Circa un anno fa, infatti, si era aperto il processo per la morte di Moussa Balde, il 23enne originario della Guinea che nel maggio del 2021 si tolse la vita nel Cpr di Torino impiccandosi. Moussa Balde era stato trasferito a Torino dopo aver subito un pesante pestaggio a Ventimiglia da un gruppo di italiani.

Nel processo erano imputati per omicidio colposo la Spataro e Fulvio Pitanti, medico nella struttura. Quest’ultimo è stato assolto. Per l’accusa le condizioni di vulnerabilità psichica di Balde non furono valutate correttamente.

I familiari di Moussa si sono costituiti parte civile, con gli avvocati Gian Luca Vitale e Laura Martinelli, e hanno ottenuto provvisionali per oltre 350mila euro complessivi, che per effetto della sentenza dovranno versare, in solido fra loro, Spataro e Gepsa. Sono costituiti parte civile anche l’associazione Frantz Fanon, l’Asgi e il Garante per i diritti dei reclusi.

La riapertura del Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di corso Brunelleschi a Torino, avvenuta dopo la chiusura del 2023 per lavori di manutenzione straordinaria, è stata spesso al centro di contestazione e forti polemiche.

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Quotidiano Piemontese

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