L'emozione di Vanzini: "Grazie di cuore" e il disastro Aston Martin: il Down Under della F1, Newey pentito

  • Postato il 6 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Il primo giorno di scuola, mai così atteso. La F1 ha riaperto i battenti in maniera “ufficiale” in Australia con le prime prove libere della stagione. Tutti aspettavano le monoposto al varco dopo i bluff o presunti tali dei test e le emozioni non sono mancate. Soprattutto quelle di Carlo Vanzini che ha aperto nel cuore della notte la diretta di SkySport F1 tornando al microfono dopo l’operazione per il tumore al pancreas.

Emozioni di tutt’altro genere e negative per l’Aston Martin che come da pronostico ha floppato già dalle fp1 ferma al palo con Alonso in borghese ai box e Stroll appiedato dopo un paio di giri.

Carlo Vanzini saluta e si emoziona

Nel cuore della notte italiana una voce ha salutato il pubblico che dopo le 2 si è sintonizzato su SkySport. Era la voce, era il saluto che tutti aspettavano, più degli altri anni. Perchè c’era un appuntamento da rispettare ma che gli eventi dalla scorsa estate avevano messo in bilico.

“Sveglia Italia” è arrivato chiaro e forte, con l’entusiasmo di sempre. Anzi rinnovato da una battaglia per la vita… vinta, primo successo della stagione per tutti gli appassionati, ancor prima della bandiera a scacchi della tappa numero uno del Mondiale. Carlo Vanzini c’è. Non a Malebourne, dove sono andati Matteo Bobbi, Roberto Chinchero e Mara Sangiorgio ma in studio, a Milano a fare la telecronaca, come sempre, al suo posto, davanti al microfono e per una volta il suo saluto si colora di mille emozioni:

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“Signori e signore, è con un bel po’ di emozione che vi dico: grazie, di cuore. Davvero. Ma soprattutto vi dico: benvenuti all’Alberto Park, benvenuti in Australia, all’alba di una nuova era”

Aston Martin in crisi

Alla fine del venerdì di Melbourne, chi più, chi meno, hanno qualcosa su cui essere positivi, un punto di partenza, la voglia di migliorare, di riuscire. Tranne l’Aston Martin. Un vero disastro. Il dramma nelle previsioni è stato reale. L’AMR26 è lontana anni luce in tutto e per tutto, velocità e affidabilità. È ben lontana dall’essere veloce, dal poter anche solo pensare di finire la gara e dal mostrare alcun segno di miglioramento.

Fernando Alonso è riuscito a scendere in pista (cosa che non aveva fatto al mattino restando in borghese ai box) nelle FP2 e ha sperimentato in prima persona le difficoltà. Quasi cinque secondi dal miglior tempo della sessione, con 31 giri che separano le due vetture. Sembra un numero interessante, anche se c’è ancora molta strada da fare prima di concludere una gara. Stroll aveva più dubbi finché non ha comunicato via radio: “Ho dei problemi”. Chi l’avrebbe mai detto che la creatura di Newey se la dovesse giocare con la neonata Cadillac in fondo alla classifica.

Alonso accusa la Honda

Alonso ha completato solo 18 giri nel pomeriggio e non ha potuto partecipare alle FP1. Ha superato solo Lance Stroll e Sergio Pérez, che aveva problemi con la sua Cadillac. Non può spingere al massimo con la AMR26 , che ha problemi con il motore Honda.

“È stata una giornata difficile ha detto l’ex Ferrari che festeggia 25 anni dall’esordio con la Minardi – Il problema alla Honda nelle FP1 non ci ha permesso di girare, e anche i problemi della Honda nelle FP2 hanno limitato il nostro programma, e non abbiamo potuto fare tutti i giri che volevamo”.

Le vibrazioni della vettura sono un problema endemico dell’AMR26 e influiscono sulla capacità ridottissima della batteria. Se una si guasta, è un problema serio. Un problema che non piace all’asturiano: “Sto solo guidando. Ma è deludente quando rifornisci una sola squadra e non hai pezzi di ricambio o scorte. Questa è la situazione”.

Newey pentito e sconsolato

E’ un Adrian Newey piuttosto scarico quello che si è presentato alla conferenza stampa dei team principal. Ma che non si è tirato indietro dalla tante domande su questo progetto finora fallimentare: “Abbiamo pochissime batterie; ne sono rimaste solo due, le due che hanno le due vetture, quindi se ne perdiamo una, ovviamente è un grosso problema. Quindi dobbiamo stare molto attenti all’uso delle batterie.”

La mazzata è arrivata quando, il CEO della Mercedes Toto Wolff ha rivelato che è stata Aston Martin a decidere di firmare con Honda; nessuno li ha costretti a farlo e, pertanto, ciò che sta accadendo ora è anche una loro responsabilità. Newey è abbastanza rassegnato per quest’anno: “Honda deve iniziare a lavorare sul motore del 2027 perché è chiaro che per il 2027 è necessaria una svolta importante nella potenza del motore a combustione, e questo dovrebbe essere il loro unico obiettivo.”

Poi a precisa domanda, ammette “se lo avessimo saputo? No, non avremmo firmato con Honda”. Più chiaro di così.

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