Legge sulla Montagna, il sindaco di QuIliano: “Necessaria convocazione dell’assemblea dei sindaci”

  • Postato il 15 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Comune Municipio Quiliano

Quiliano. Il Sindaco di Quiliano risponde al Presiedente della Provincia rappresentando le criticità che emergono dall’applicazione dei nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani introdotti dalla Legge n. 131 del 12 settembre 2025 e condivide la necessità della convocazione di una Assemblea dei Sindaci.

“La suddetta Legge ha il dichiarato intento di ridefinire il perimetro dei territori montani, nel caso della Provincia di Savona e, più in generale, della Regione Liguria. Tale processo si è svolto senza alcun coinvolgimento dei Sindaci, né attraverso sedi di concertazione provinciale né regionale, configurando una grave lacuna nel dialogo istituzionale. I criteri adottati si fondano su parametri esclusivamente tecnici e matematici — altitudine media, percentuale di acclività — applicati in modo uniforme su scala nazionale, senza alcuna distinzione tra contesti territoriali profondamente diversi tra loro. Tale impostazione, che assimila meccanicamente realtà alpine, prealpine e appenniniche, ignora deliberatamente le differenze storiche, sociali, economiche e infrastrutturali che caratterizzano i territori e che costituiscono l’essenza stessa della montanità”, fa sapere.

“È difficile non rilevare come dietro questo approccio rigidamente tecnocratico si intraveda il concreto rischio — se non la volontà politica — di ridurre drasticamente il numero dei Comuni montani oggi riconosciuti, pari a 3.417, con un evidente ridimensionamento delle politiche pubbliche a sostegno delle aree interne. La montanità non può essere ridotta a una formula matematica. Essa è il risultato di condizioni strutturali complesse: isolamento geografico, fragilità idrogeologica, microclimi penalizzanti, carenza di servizi essenziali, difficoltà di accesso e debolezza del tessuto economico. Elementi che la normativa in oggetto non considera in modo adeguato, producendo una rappresentazione distorta della realtà”, aggiunge.

Sottolinea il sindaco: “La Liguria, per conformazione geografica e per storia insediativa, rappresenta un caso emblematico di territorio che non può essere ricondotto a criteri rigidi e standardizzati. Le sue aree interne richiedono un’analisi per macro – aree omogenee e una valutazione qualitativa che tenga conto delle specificità locali, pena l’adozione di decisioni ingiuste e dannose. In questo contesto, il caso del Comune di Quiliano risulta particolarmente significativo. Pur non essendo rivierasco, il Comune presenta rilievi di rilievo quali il Monte Burot (746 m), il Monte Baraccone (819 m) ed è dominato dal Monte Alto, che raggiunge quasi i 1.000 metri di altitudine. Con una superficie di 49,5 km², Quiliano è caratterizzato da estese aree con forte acclività e da una conclamata fragilità idrogeologica dei versanti. Sul territorio insistono inoltre numerose borgate con evidenti caratteristiche montane — Montagna, Roviasca, Pomo, Faia, Quilianetto, Garzi e Cadibona — che vivono quotidianamente le difficoltà tipiche delle aree interne. Assume un valore simbolico e sostanziale il fatto che nel territorio comunale ricada il passo del Cadibona, universalmente riconosciuto come punto di congiunzione tra Alpi e Appennini, porta storica verso la Val Bormida e il Piemonte. In tale contesto si colloca la frazione di Cadibona, con oltre 400 residenti, inserita in un ambiente montano inequivocabile sotto ogni profilo”.

“Alla luce di quanto sopra, risulta imprescindibile chiarire con urgenza gli effetti concreti della nuova normativa. Le incertezze generate da questo impianto legislativo hanno ricadute dirette e potenzialmente gravi sullo sviluppo di territori già strutturalmente fragili. Le scelte operate a livello statale e regionale rischiano di privare numerosi Comuni degli strumenti fondamentali per garantire servizi essenziali, coesione sociale e opportunità di sviluppo, accentuando disuguaglianze territoriali inaccettabili. Il Comune di Quiliano ha già subito, in passato, la soppressione della Comunità montana di appartenenza, in applicazione di precedenti normative regionali. Non può ora accettare una ulteriore penalizzazione, rappresentata da una cancellazione di fatto — seppur formale — dalla categoria dei Comuni montani, fondata su criteri che non riconoscono la realtà storica, ambientale e sociale del territorio. Affermare che “non cambierà nulla” è una semplificazione che non trova riscontro nella concreta esperienza amministrativa dei Comuni interessati. Le conseguenze saranno reali e immediate: riduzione delle risorse, indebolimento dei servizi, aumento delle disparità tra Comuni limitrofi. È pertanto indispensabile chiarire se e con quali strumenti normativi verranno confermate le agevolazioni fiscali e contributive che da decenni rappresentano un presidio essenziale di tenuta demografica e sociale. Se vi è una reale volontà di tutelare la montagna ligure e, più in generale, il territorio regionale, occorre riconoscere con onestà istituzionale l’inadeguatezza di una Legge che si fonda su parametri esclusivamente tecnici e che non restituisce una fotografia fedele dei territori. La montagna non è una soglia altimetrica, ma una condizione complessa di fragilità che richiede politiche dedicate, costruite insieme agli enti locali. Per tali ragioni, si condivide la richiesta di convocazione di un’Assemblea dei Sindaci che consenta un confronto approfondito, una valutazione condivisa e l’elaborazione di una posizione comune a tutela di tutti i territori coinvolti dalla normativa”, conclude.

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Il Vostro Giornale

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