“L’economia sta passando da uno shock all’altro”
- Postato il 29 marzo 2026
- Economia
- Di Blitz
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L’economia globale attraversa una fase segnata da crisi successive che si sommano e si rafforzano a vicenda, mentre l’Italia mostra una tenuta complessiva ma resta esposta a vulnerabilità strutturali, soprattutto sul fronte energetico e delle importazioni strategiche. È quanto emerge dagli interventi del presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli e dai dati contenuti nel Rapporto sulla competitività dei settori produttivi presentato ad Ancona.
“L’economia” sta passando “da uno shock all’altro: prima la crisi del Covid, poi l’Ucraina”, fino alla “crisi dei dazi (Usa, ndr) dell’anno scorso che si protrae”, che “si sommano, come onde” alle quali “adesso” si aggiunge “questa nuova crisi (Medio Oriente, ndr)”. In un contesto globalizzato, ha spiegato Chelli, “ogni crisi si somma a un’altra” che, “se non si risolve, indebolisce il sistema”, con effetti diretti anche sull’Italia, “perché abbiamo una dipendenza […] dal settore energetico”.
Nonostante ciò, sui dazi Usa “a un anno di distanza possiamo dire” che c’è stato un “impatto limitato”: “l’Italia come sistema paese ha mostrato una forte resilienza”. Tuttavia, preoccupa “un po’ più” “la nostra dipendenza dall’estero”, mentre “gli effetti turbano l’economia” e “possono avere dei riflessi sull’inflazione”.
Il Rapporto evidenzia che circa il 60% delle importazioni italiane di prodotti strategici proviene da Paesi a rischio politico “medio” o “alto”. Tra il 2023 e il 2025 la Cina è stata il principale fornitore, mentre cresce il peso di energia alternativa da Algeria, Azerbaigian e Stati Uniti. Le imprese coinvolte sono 583, con 175mila addetti e 23 miliardi di valore aggiunto.
Infine, sul tessuto produttivo, Chelli ha sottolineato che “è sempre un problema di scala”: per una piccola impresa “è sufficiente un piccolo shock […] per metterla in grande crisi”, mentre fare sistema “attutisce i crolli”.
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