Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

L’economia del mare a convegno a Genova, Orsini (Confindustria): “Gas russo? Bisogna rifletterci”

  • Postato il 17 aprile 2026
  • Copertina
  • Di Genova24
  • 0 Visualizzazioni
L’economia del mare a convegno a Genova, Orsini (Confindustria): “Gas russo? Bisogna rifletterci”

Genova. “Prima dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina il costo dell’energia era a 28 euro al megawattora, oggi siamo a 160 euro al megawattora. Io credo che su questo sarà necessario fare una riflessione. Oggi noi abbiamo bisogno di fare tutto ciò che è possibile per salvaguardare la nostra impresa, perché in questo momento é veramente fuori dalla competizione globale”.

Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, durante il convegno “Genova e Liguria capitali dell’economia del mare”, rispondendo a chi chiedeva un commento sul dibattito in corso sulla possibilità di riaprire al gas russo.

“Credo che bisogna fare dei ragionamenti, bisogna avere una visione complessiva del discorso – ha dichiarato Orsini – bisogna partire da un dato, cioè che prima del conflitto l’energia la pagavamo 28 euro al megawattora e i problemi di competitività che avevamo allora erano certamente minori”.

Parlando di contesto globale e di conflitti, il presidente dell’Autorità portuale di Genova e Savona, Matteo Paroli, ha detto che al momento i principali porti della Liguria “non risentono della chiusura di Hormuz”, almeno al momento.

“Abbiamo fatto un approfondimento proprio in questi giorni – ha spiegato – i nostri traffici tengono, anche quelli che provengono dal Far East. Paradossalmente, ciò che viene meno da una certa area geopolitica viene compensato da traffici che arrivano da altre zone del mondo”.

Meloni: “Genova e Liguria trainanti per l’economia del mare”

Alla platea del convegno anche un videomessaggio della presidente del consiglio Giorgia Meloni che ha definito Genova e la Liguria capofila trainanti per l’economia del mare: “Con oltre 200 mila imprese e un milione di occupati, l’economia del mare genera in Italia un valore aggiunto pari a 76 miliardi di euro. Siamo i primi in Europa per volume di merci movimentate nel trasporto marittimo a corto raggio e occupiamo i vertici dell’industria cantieristica e nautica ad alta complessità tecnologica, con oltre il 40% del mercato mondiale nei settori dei super yacht e delle navi da crociera”.

“Un settore strategico che genera valore lungo tutta la catena produttiva e che in un territorio come quello di Genova e della Liguria, dove avete scelto di celebrare il primo appuntamento di un percorso che vi condurrà nel 2027 anche a Napoli e in Campania, concentra competenze, infrastrutture, capacità industriali che rendono l’Italia protagonista nel Mediterraneo“, ha affermato la premier.

“L’economia blu e la cantieristica sono una delle cinque nuove filiere attorno alle quali si sta evolvendo il nostro Made in Italy e che il Governo ha deciso di attenzionare nella politica industriale che sta portando avanti. Perché il nostro marchio è un concetto dinamico che nel tempo ha aggiunto alle filiere classiche altri segmenti: l’economia della farmaceutica e dei dispositivi medici, la space economy e la difesa, la filiera del turismo e dell’accoglienza, l’industria culturale e – appunto – l’economia del mare”, le parole di Meloni.

L’economia del mare vale 216 miliardi, ricchezza prodotta +16% in un biennio

L’economia del mare, trasversale a industria, servizi, logistica, turismo e attività pubbliche di regolazione e tutela ambientale vale oltre 216 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil dell’Italia e occupa 1,1 milioni di persone in modo diretto (che salgono a 2,5 milioni considerando anche gli indiretti).

La ricchezza prodotta dalla filiera è cresciuta di quasi il 16% nel biennio 2022-23, contro il 6,6% del totale dell’economia, una velocità di crescita pari a circa 2,5 volte la media nazionale. Sono alcuni dei dati del rapporto Confindustria-Bcg (Boston consulting group) presentato questa mattina da Mario Zanetti, delegato Confindustria per l’Economia del mare.

“Dal Mediterraneo passa il 27% delle rotte strategiche globali, il 65% degli approvvigionamenti energetici europei e il 35% del traffico mondiale di greggio. A livello globale il 90% del traffico merci viaggia via mare e il 99% del traffico dati transita nelle dorsali sottomarine”, ha detto Zanetti.

“L’Italia – ha sottolineato Zanetti – con i suoi 7.900 km di costa, 350 porti, circa 2 mila km di oleodotti e gasdotti sottomarini e 26 mila km di cavi subacquei, gioca un ruolo centrale in questo sistema e in una fase segnata da tensioni geopolitiche, riconfigurazione delle rotte commerciali e crescente attenzione alla sicurezza delle infrastrutture critiche, controllare rotte, produrre tecnologia navale e proteggere le infrastrutture sottomarine è un fattore di autonomia e resilienza nazionale”.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti