Leclerc gioie e dolori al BSMT, le nozze con Alexandra, la bugia a papà Hervè in punto di morte: "Ferrari speciale"
- Postato il 9 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Il più classico del dietro le quinte. Non di un evento, non di una rappresentazione teatrale, non di un programma televisivo. Bensì di un pilota di F1. Che se corre per la Ferrari assume un’importanza di rilievo. Così Charles Leclerc ha parlato a 360° della sua vita, dentro e fuori alla pista. Ospite del BSMT di Gianluca Gazzoli ha spaziato dai suoi inizi coi kart all’arrivo in F1 ai rituali prima di una gara, all’emozione legata alla sua esperienza in Ferrari fino al matrimonio recentissimo con Alexandra senza escludere i grandi dolori per la morte del suo mentore, Jules Bianchi e di suo padre Hervè avvenuta agli albori della sua carriera in F1.
- Leclerc da Gazzoli: il rapporto con l'Italia
- Il matrimonio con Alexandra... in Ferrari
- Il dolore per la perdita di Jules Bianchi
- La bugia sulla Ferrari raccontata a papà Hervè
- L'escalation di Leclerc fino alla F1: le vittorie con la Ferrari
Leclerc da Gazzoli: il rapporto con l’Italia
“Ho un legame particolare con l’Italia, sono cresciuto qui perchè le gare di karting si facevano tutte in Italia. Poi è arrivata la Ferrari..”. Sono le prime battute di Charles Leclerc ospite di primo piano del Basemanet podcast oramai tra i più seguiti e famosi di Gianluca Gazzoli.
Leclerc si è “confessato” specie in quello è il contesto fuori dalla F1 e dalla pista parlando delle sue collezioni: “tutti i miei caschi, quelli di mio padre e uno di Jules Bianchi”, alla routine pre gara: “quando sono passato dalla F2 alla F1 ho dovuto isolarmi maggiormente perchè in F2 non ti conosce nessuno, in F1 ci sono mille persone in griglia che vogliono parlare ma tu dei concentrarti”.
Il matrimonio con Alexandra… in Ferrari
Da un mese a questa parte Leclerc ha sposato Alexandra Saint Mleux. Un matrimonio per pochi intimi, una trentina di persone che Charles ricorda così: “Ho avuto più paura quel giorno che durante una qualifica. Se sbagli un giro in qualifica puoi rifarlo, se sbaglia matrimonio no” sorride il monegasco.
Che ha parlato del protagonista vero delle sue nozze, cioè il cane Leo vestito come lui, con tanto di smoking, e dell’esserci sposato in Ferrari: “Avevo questa idea da tempo, ho parlato con la Ferrari al riguardo, perché ovviamente volevo sposarmi in un’auto speciale, che poteva essere solo una Ferrari, e siamo riusciti a trovare quell’auto che un cliente mi ha gentilmente prestato per il giorno speciale”.
Il dolore per la perdita di Jules Bianchi
Un rapporto stretto, strettissimo tra Leclerc e Bianchi. Jules era più grande di Charles e lo prese sotto la propria ala protettiva sin dai tempi dei kart presso il circuito di karting di Brignoles gestito proprio dalla famiglia Bianchi. Jules ha fatto praticamente da meccanico al piccolo Charles.
La morte di Jules Bianchi è stato un momento difficile da accettare, anche perché avevo 17 anni. Ma non ho mai pensato di voler smettere di correre, perché questo è ciò che mi fa sentire più vivo al mondo. Jules è sempre stato il mio padrino sportivo, i miei ricordi più belli sono legati a lui.
E lo ha presentato al suo manager, Nicolas Todt che ha preso Charles sotto la sua ala protettiva portandolo come aveva fatto con Bianchi nella Ferrari Driver Academy. Leclerc ricorda spesso Jules nelle sue interviste e non solo. Dopo la vittoria di Monaco nel 2024, Charles ha voluto donare alla famiglia Bianchi il casco con cui ha corso il Gran Premio del Giappone a 10 anni dalla morte di Jules.
La bugia sulla Ferrari raccontata a papà Hervè
Hervé Leclerc è venuto a mancare il 20 giugno del 2017, a soli 54 anni quando Leclerc ne aveva solo 20 e si apprestava a fare il suo ingresso in F1. Due anni prima circa gli era stata diagnosticato un tumore che, nonostante le cure, Hervè non è riuscito a sconfiggere. La sua scomparsa è arrivata 4 giorni prima del GP di Azerbaijan di Formula 2.
Charles Leclerc volle correre quella gara in onore del padre e la riuscì a vincere spalancandosi così le porte per la conquista del titolo che l’avrebbe poi portato a esordire giovanissimo in F1 l’anno dopo sulla Sauber, poi diventata Alfa Romeo, prima della sua promozione in Ferrari nel 2019. Ma c’è di più e a raccontarlo è proprio Charles al BSMT:
Ero in trattative con Alfa Romeo per passare in F1 e, visto che ero consapevole che fossero i suoi ultimi giorni di vita, dissi a mio padre che avevo firmato con la Ferrari. Era una bugia, ma sapevo che per lui era molto importante ma poi è accaduto realmente.
L’escalation di Leclerc fino alla F1: le vittorie con la Ferrari
Il 2010 è stato l’anno della svolta, ancora col futuro intrecciato con il suo amico Jules Bianchi che gli presentò il suo manager, Nicolas Todt proprio quando la famiglia Leclerc aveva finito i fondi per pagare la carriera nel kart. E ancora il 2015 con l’approdo in Ferrari Driver Academy, da qui l’arrivo in F1 con Alfa Romeo e poi in Ferrari. Il resto è storia.
Leclerc ricorda la prima gara in F1. 25 marzo 2018 a Melbourne: “una tensione enorme, era il mio sogno, ho pensato a mio padre”. E poi le due vittorie del cuore, Monza 2019 e Monaco 2024: “A Monza senti la carica dei tifosi Ferrari già una settimana prima e poi a casa mia in quelle strade dove prendevo il pullman per andare a scuola. Avevo così tante emozioni che dovevo stare attento a non sbagliare”.
Da qui al descrivere l’essere un pilota Ferrari il passo è breve: “è davvero speciale, sono stato tifoso e ora pilota ricevendo tutto il sostegno possibile dalla passione ed è quello che rende la Ferrari speciale, capace di riunire tutte le generazioni e questa è una grande motivazione”. Verso un sogno chiamato Mondiale, chissà… gli anni passano Charles.