Le remote Isole Anambas in Indonesia, un arcipelago che in pochi hanno visto davvero
- Postato il 15 marzo 2026
- Idee Di Viaggio
- Di SiViaggia.it
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A 200 miglia nautiche a est di Batam (Indonesia), nel cuore del Mar Cinese Meridionale, si disperde una costellazione tropicale che la maggior parte dei viaggiatori ancora ignora. Le Isole Anambas, chiamate in lingua locale Kepulauan Anambas, formano un arcipelago remoto composto da più o meno 250 isole disseminate in acque limpide.
Circa 25 di queste possiedono insediamenti umani, mentre il resto rimane territorio selvaggio. Molti osservatori le paragonano a una fusione tra due scenari simbolici dell’Asia: da una parte le lagune limpide e sabbiose che ricordano le Maldive; dall’altra le pareti rocciose e le colline boscose simili alle sculture naturali della baia di Ha Long in Vietnam.
Parliamo perciò di un paesaggio estremamente sorprendente, in cui picchi coperti di giungla emergono da fondali chiarissimi, per poi creare baie che cambiano colore con la luce. Il tempo, tra le altre cose, sembra una questione che non le riguarda: i pescatori bugis costruiscono ancora barche secondo tradizioni secolari e interi villaggi poggiano su pali di legno piantati nell’acqua.
Pulau Bawah
Tra le isole più note dell’arcipelago c’è senza dubbio Pulau Bawah, soprannominata spesso la “Laguna segreta delle Anambas“. Da queste parti, infatti, un anello naturale di isolette protegge uno specchio d’acqua incredibilmente limpido che assume tonalità che vanno dal turchese allo smeraldo.

La sabbia, bianca e sottilissima, riflette la luce tropicale mettendo in scena un contrasto luminoso con il verde intenso della vegetazione. All’interno dell’isola maggiore una foresta sale verso colline granitiche, con sentieri che attraversano alberi giganteschi, liane e piante aromatiche.
Sotto la superficie dell’acqua al largo compare un altro mondo. Relitti chiamati Seven Skies e Igara riposano sul fondale, trasformati ormai dal tempo in giardini di corallo. Gorgonie rosse, pesci farfalla e cernie giganti occupano la struttura metallica delle navi: è uno spettacolo che attira subacquei da tutta l’Asia.
Pulau Penjalin
Decisamente notevole è anche Penjalin e, anzi, è persino una delle immagini più emblematiche delle Anambas. L’isola appare all’orizzonte con una forma montuosa che ricorda una cupola verde scura che affiora dal mare. Su questa splendida terra emersa le spiagge si sviluppano in piccole mezzelune di sabbia chiarissima e sono spesso puntellate di palme da cocco piegate dal vento. Sì, l’isola è piena di ombra naturale, e proprio grazie a questa si può osservare in serenità l’acqua trasparente che lascia intravedere coralli e stelle marine già a pochi metri dalla riva (non vanno mai toccate).
Sulla cima più alta nidificano aquile di mare dal ventre bianco. Il loro volo lento sopra la costa accompagna tramonti spettacolari che colorano di arancio l’intero arcipelago. Pochissime strutture turistiche occupano l’isola, circostanza che l’aiuta a mantenere un carattere selvaggio raro in gran parte del Sud-est asiatico.
Pulau Keramut
Poi ancora Keramut, magnifico isolotto che porta un soprannome affascinante tra i pescatori locali: “Isola delle tartarughe“. Il motivo è da ritrovare nel fatto che alcune delle spiagge (tendenzialmente molto tranquille) possiedono zone di deposizione per tartarughe marine che raggiungono la sabbia durante la stagione riproduttiva.
Il paesaggio appare delicato. Lingue di sabbia chiarissima penetrano nell’acqua bassa dando vita a piccoli promontori naturali. Correnti leggere portano plancton e piccoli pesci, risorsa fondamentale per l’ecosistema del territorio.
In zona sono attivi anche alcuni progetti di tutela ambientale che coinvolgono sia comunità che organizzazioni internazionali, al punto che durante il periodo di schiusa volontari e abitanti sorvegliano i nidi affinché i piccoli possano raggiungere il mare senza predatori.
Pulau Siantan
Siantan rappresenta il cuore umano dell’arcipelago. Qui sorge Tarempa, Capitale amministrativa di questo remoto angolo di Indonesia. Il porto principale si affaccia su una baia profonda circondata da colline verdi e la cittadina mette a disposizione un mosaico culturale interessante.
Ci sono moschee con cupole verdi che convivono accanto a templi cinesi decorati con draghi colorati. Non mancano ristoranti familiari che cucinano piatti tipici della tradizione malese, come nasi dagang, riso profumato servito con curry di pesce, oppure otak-otak, polpette di pesce avvolte in foglie di banana e arrostite su braci di cocco.
Molto curioso è che le varie abitazioni sono collegate tra loro tramite passerelle di assi, grazie a cui si evidenzia un intreccio urbano particolarissimo. Vi basti pensare che, durante l’alta marea, l’acqua salata lambisce letteralmente le fondamenta degli edifici.
Dall’entroterra partono percorsi verso la celebre cascata Temburun, composta di ben 7 salti d’acqua che scivolano tra rocce scure prima di tuffarsi verso la costa.
Palau Jemaja
Per ultima Jemaja, isola dalla conformazione semi-pianeggiante e puntellata di distese sabbiose chilometriche, tra cui la bellissima spiaggia di Padang Melang. Questa mezzaluna di sabbia dorata si estende per circa 8 chilometri, bordata da casuarine e palme che filtrano la luce pomeridiana. L’atmosfera qui è profondamente rurale; i villaggi si dedicano alla coltivazione della terra e alla pesca costiera, mantenendo tradizioni sociali basate sulla cooperazione comunitaria.
Le imbarcazioni tradizionali, chiamate pompong, solcano i canali interni trasportando merci e persone tra le diverse frazioni dell’isola. Le strutture abitative mostrano un uso sapiente dei materiali naturali, con tetti spioventi studiati per drenare le abbondanti piogge monsoniche che colpiscono la regione durante l’inverno.
Come arrivare
Spirito di viaggio e coraggio organizzativo sono le parole chiavi per raggiungere le Anambas: l’arcipelago si trova lontano dalle principali rotte turistiche indonesiane e questo contribuisce alla sua atmosfera autentica.
Una prima opzione segue la via marittima. Navi passeggeri gestite dalla compagnia nazionale collegano periodicamente Tanjung Pinang, Batam e altre città delle isole Riau con queste remotissime terre. Ma no, non è un passeggiata perché il tragitto dura tra le 18 e le 20 ore. Ci si sposta così tanto che durante la traversata l’orizzonte rimane quasi sempre libero dalla terraferma.
Chi preferisce l’aereo parte generalmente da Batam, oppure da Tanjung Pinang. Ci sono infatti alcuni voli regionali che raggiungono l’aeroporto di Letung sull’isola di Jemaja. Da qui barche veloci uniscono i centri abitati principali, tra cui Tarempa.
Una volta arrivati, il mezzo di trasporto dominante è la barca. Taxi d’acqua, pescherecci adattati al trasporto passeggeri o motoscafi privati connetto le varie isole dell’arcipelago.
Il resto del viaggio avviene sempre via mare, ed è proprio questo a definire davvero le Anambas: oceano ovunque, isole verdi che emergono all’improvviso e lagune silenziose che sembrano appartenere a un altro tempo. Un luogo da scoprire presto, prima che il turismo internazionale arrivi, cambiandone l’identità.