Le Pen condannata: l’estrema destra mondiale a sostegno della leader. Dal Cremlino a Orban: i messaggi
- Postato il 31 marzo 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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L’estrema destra europea si compatta intorno a Marine Le Pen dopo che la leader di Rassemblement National è stata condannata, insieme ad altri 8 eurodeputati e 12 ex assistenti parlamentari in Ue, per appropriazione indebita di fondi Ue nel processo sui collaboratori fittizi. Da Matteo Salvini a Viktor Orban, fino ad arrivare al Cremlino, numerose sono le critiche alla sentenza del tribunale di Parigi che ha deciso di infliggerle la pena più pesante tra tutti gli imputati: due anni di braccialetto elettronico, 100mila euro di multa e, soprattutto, l’ineleggibilità per cinque anni con effetto immediato. Una decisione, quest’ultima, che le impedirà di candidarsi alle Presidenziali francesi del 2027.
A commentare per primo non è stato un esponente dei partiti europei, ma direttamente il Cremlino che parla di “violazione delle norme democratiche. “I nostri osservatori nelle capitali europee indicano che i Paesi non esitano assolutamente ad andare oltre i confini della democrazia nel corso del processo politico”, ha detto il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, aggiungendo poi che Mosca “non vuole interferire negli affari interni della Francia e non lo ha mai fatto”, ma a suo parere “le norme democratiche vengono violate”.
Poco dopo, sono arrivate anche le dichiarazioni dei leader Ue più vicini al Rassemblement National. Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha mostrato vicinanza: “Je suis Marine!”, ha scritto sul suo profilo X. Matteo Salvini, invece, ha commentato così: “Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali. A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Un brutto film che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania. Quella contro Marine Le Pen è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo, avanti tutta amica mia!”. La delegazione della lega al parlamento Ue ha rincarato poi la dose: “Una sentenza politica e sproporzionata – hanno scritto – È evidente come si cerchi con ogni mezzo di sovvertire le chiare tendenze elettorali emerse degli ultimi anni in Francia. Riteniamo la decisione dei giudici il più grande scandalo giudiziario della Quinta Repubblica. Oggi non è Marine Le Pen o il Rassemblement National a essere colpito, ma la democrazia. A Marine Le Pen e ai colleghi, amici e alleati del RN la solidarietà della delegazione della Lega al Parlamento europeo”
Condanna per la decisione del tribunale arriva, è ovvio, anche dai politici più vicini alla capa di RN: “Oggi, non è solo Marine Le Pen che viene ingiustamente condannata. È la democrazia francese che viene giustiziata”, ha scritto su X il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella. Mentre la nipote della figlia d’arte dell’estrema destra francese, Marion Maréchal, ha dichiarato che “i giudici, credendosi al di sopra del popolo sovrano, hanno deciso di giustiziare in un’aula di tribunale la donna che non sono mai riusciti a respingere nelle urne. Ha guidato il nostro campo sulla strada della vittoria. Questa è la sua unica colpa, ecco perché è stata condannata”. Membro di un altro partito, ma sempre schierato su posizioni di estrema destra, anche il presidente di Reconquête, Éric Zemmour, ritiene che “non spetti ai giudici decidere per chi debba votare il popolo”: “Qualsiasi siano i nostri disaccordi, Marine Le Pen ha il diritto di candidarsi alle elezioni. Mi dispiace che i politici abbiano volontariamente dato questo potere esorbitante al sistema giudiziario. Tutto deve cambiare”.
Dalla Spagna si alza anche la voce di Vox, con il suo leader Santiago Abascal che su X ha scritto: “Non riusciranno a zittire la voce del popolo francese”. Mentre dai Paesi Bassi Geert Wilders si dice “scioccato dall’incredibile e duro verdetto contro Marine Le Pen. La sostengo e credo in lei al 100% e confido che vincerà l’appello e diventerà presidente della Francia”.
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