“Le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove”: e l’assessore Marnati viene subito smentito dal Comitato Torino Respira
- Postato il 14 gennaio 2026
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- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Come consuetudine, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati a inizio anno hanno diffuso un comunicato stampa molto positivo circa lo stato della qualità dell’aria in Piemonte, celebrando anche i successi del nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria. Ma secondo il Comitato Torino Respira, la realtà è ben diversa.
E lo è ancora di più dopo le dichiarazioni, piuttosto bizzarre, proprio dell’assessore Marnati che, per respingere le accuse a suo dire allarmistiche di chi afferma il contrario sulla buona qualità dell’aria nella nostra regione, ha dichiarato al Corriere della Sera che “le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc“.
Su questa affermazione risponde il presidente del Comitato Torino Respira, Roberto Mezzalama – che la definisce falsa e pericolosa – tramite una lunga nota che riportiamo integralmente di seguito:
Caro Direttore, ho letto con un po’ di sconcerto sul suo giornale questa affermazione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte che mi ha particolarmente colpito: “E dico una cosa in più: le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”.
Come dovrebbe essere noto a chiunque abbia terminato le scuole dell’obbligo, il carbonio prima di tutto non è una molecola ma un elemento, anzi è “l’elemento” centrale della chimica organica, che forma milioni di composti, alcuni dei quali effettivamente piuttosto tossici, altri decisamente benigni come le proteine della retina che ci consentono di leggere questo scritto.
La tossicità dei composti del carbonio però, non dipende dal codice di avviamento postale nel quale si sono formati o si sono per qualche motivo trovati, ma da una serie di altre caratteristiche, come gli altri atomi che li compongono o la loro forma tridimensionale. Non vale nemmeno una etichetta di italianità e tanto meno di “padanità” a cambiare la tossicità dei composti del carbonio. Non esiste la possibilità di denominarli con IGP, DOP o DOCG; quello si fa per le nocciole, per il gorgonzola o per il barbaresco.
Sono piuttosto curioso quindi di sapere quali “studi scientifici ad hoc” la Regione Piemonte ha in serbo nel cassetto oppure si appresta a finanziare, e quali capriole i soggetti finanziati hanno fatto o dovranno fare per cercare di dimostrare la tesi dell’Assessore.
Purtroppo, ogni giorno che passa assistiamo a un tentativo di alcuni politici di strumentalizzare dati tutto sommato oggettivi; lo abbiamo visto durante il COVID e lo vediamo in maniera crescente con il riscaldamento globale. Si tratta di un lento avvelenamento dei pozzi della fiducia, basato su una continua diffusione di mezze verità o di complete falsità, perseguito perlopiù in modo intenzionale e occasionalmente per pura ignoranza.
I dati dell’ARPA sulla qualità dell’aria nel 2025, ad una lettura asettica, dicono due cose distinte: alcuni parametri sono migliorati ed altri no, anzi in alcune zone come Torino (che è la criticità principale in Piemonte) sono leggermente peggiorati per varie ragioni. Ci vuole tanto per dire una cosa del genere in modo onesto e trasparente? C’è veramente bisogno di andare contro alle leggi della fisica e della chimica (e del buonsenso) per cercare di sostenere soltanto la parte che fa comodo?
Non sarebbe più serio e responsabile presentare la situazione per quella che è e dire ai cittadini e alle cittadine del Piemonte che il cammino per avere un’aria salubre è ancora molto lungo e non arriverà mai in fondo senza il loro pieno coinvolgimento e senza alcuni cambiamenti profondi del nostro modo di spostarci, di scaldarci, di mangiare e di produrre? E infine non sarebbe più utile perseguire soluzioni che hanno dimostrato di funzionare in mezzo mondo a costi accettabili invece di annunciare soluzioni roboanti e futuribili, non provate ed estremamente costose?
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