Le immagini della brutale repressione in Iran. Il regime spegne Internet e spara sulle piazze

  • Postato il 9 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Le immagini della brutale repressione in Iran. Il regime spegne Internet e spara sulle piazze

L'Iran ieri è sprofondato in un blackout quasi totale di Internet. Una mossa del regime degli ayatollah per impedire alle piazze di organizzarsi e oscurare le brutalità della repressione. Un video diffuso dall’organizzazione Hengaw per i diritti umani, prima dell’oscuramento della rete, documenta la durissima repressione delle proteste. Le immagini sono state girate nella notte di mercoledì 7 gennaio per le strade di Eslamabad-e Gharb, città nella provincia occidentale di Kermanshah, a pochi chilometri dal confine con l'Iraq e a oltre 500 chilometri dalla capitale Teheran. Mostrano spari contro i manifestanti, aggressioni e inseguimenti da parte delle forze di sicurezza. Scene che confermano, ancora una volta, l’uso sistematico della violenza sui civili scesi in piazza per protestare contro il regime. Le manifestazioni, iniziate il 28 dicembre 2025, continuano senza sosta e coinvolgono numerose province, dall’ovest curdo fino al nord-est del paese. Il numero complessivo delle persone uccise dalle forze iraniane dall’inizio delle proteste, secondo le verifiche di Hengaw, ha raggiunto quota 42. Sei di queste erano minori.

Hengaw ha inoltre riferito di un ulteriore e grave episodio di violenza avvenuto a Lordegan, nella provincia di Chaharmahal e Bakhtiari, nel sud ovest del paese. Sette cittadini appartenenti alla comunità lur sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco sparati direttamente dalle forze governative durante le proteste della sera del 7 gennaio. Video verificati dall’organizzazione mostrano chiaramente l’uso di munizioni vere per disperdere i dimostranti.

 

Anche il Kurdistan Human Rights Network conferma una nuova ondata di proteste diffuse e una risposta estremamente violenta da parte dell’apparato di sicurezza. Secondo testimonianze raccolte sul campo, le famiglie delle vittime vengono sottoposte a forti pressioni affinché attribuiscano le morti a presunti “scontri tra manifestanti”. La tv di stato iraniana ha rotto il silenzio sulle manifestazioni, accusando “agenti terroristi” legati agli Stati Uniti e a Israele di aver appiccato incendi e fomentato la violenza. L’emittente ha parlato genericamente di “vittime”, senza fornire dettagli. Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento al regime iraniano. "In passato hanno sparato a più non posso alla gente", ha detto in un'intervista a Fox News, "c'erano persone inermi abbattute dalle mitragliatrici oppure portate in prigione e impiccate". "Se lo faranno ancora, li colpiremo molto duramente". "Trump dovrebbe occuparsi dei problemi del suo paese", ha risposto l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran, in un discorso alla nazione nel quale ha fatto appello all'unità. "Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprieta' pubbliche", ha aggiunto.

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Il Foglio

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