Le Casa Italia di Milano e Cortina per le Olimpiadi Invernali 2026 si trovano in due spazi culturali: due musei diffusi
- Postato il 1 febbraio 2026
- Progetto
- Di Artribune
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In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Italia si propone come un dispositivo museale diffuso, capace di intrecciare sport, arte contemporanea, architettura e racconto del Paese. Tre sedi – Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo – diventano così i capitoli di un’unica narrazione, che attraversa la città e la montagna all’insegna della cultura. Dopo Rio, PyeongChang, Tokyo, Pechino e Parigi, Casa Italia rientra nei confini nazionali portando con sé un progressivo spostamento del progetto dalla semplice hospitality a quello della piattaforma culturale. Il tema scelto per il 2026 è Musa: una chiave interpretativa per leggere l’Italia come luogo di stratificazioni, attrazioni e contraddizioni.
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Le tre sedi di Casa Italia per i Giochi Invernali 2026
La scelta di declinare un unico tema in tre luoghi diversi consente di evitare l’effetto padiglione e di lavorare invece per relazioni: dal 6 al 22 febbraio 2026, a Milano, alla Triennale, a Cortina presso uno spazio espositivo ricavato da un’infrastruttura dismessa di Farsettiarte e a Livigno in un hub culturale con eventi tra musica e sport.

Casa Italia 2026 tra Milano, Cortina e Livigno
Alla Triennale Milano, nove sezioni, nove muse ispiratrici, nove ambiti che vanno dal linguaggio all’innovazione, dal paesaggio allo sport. Ogni sezione è messa in dialogo con un oggetto iconico della storia olimpica, a ricordare come l’idea stessa di Olimpiade nasca da una compenetrazione tra competizione fisica e produzione culturale. A Cortina d’Ampezzo, Casa Italia è accolta negli spazi della Galleria Farsettiarte, ex stazione di funivia riconvertita in luogo espositivo. Qui il progetto assume una dimensione più raccolta, quasi contemplativa, dove il dialogo tra opere storiche e contemporanee costruisce una riflessione sull’Italia e la sua identità. A Livigno, invece, Casa Italia diventa il parterre per eventi, musica, incontri e celebrazioni post-gara.

Casa Italia tra architettura e design
Inoltre, a tenere insieme le tre sedi è un progetto architettonico che guarda alla montagna come spazio abitabile. Bivacchi, infrastrutture di risalita, materiali tecnici e soluzioni leggere diventano riferimenti formali e concettuali: l’alluminio riflettente all’esterno e il legno all’interno costruiscono così un equilibrio tra resistenza e accoglienza. Il design italiano, con una selezione di arredi firmati da maestri storici e designer contemporanei, diventa poi parte integrante dell’esperienza abitativa, con oggetti pensati per il corpo, per la sosta e per la relazione.
Casa Italia e la proposta culinaria
Anche la cucina diventa uno degli elementi narrativi di Casa Italia, contribuendo a definirne l’identità culturale attraverso il valore simbolico e conviviale del cibo. A Milano, negli spazi di Casa Italia alla Triennale, Davide Oldani guiderà il lavoro degli chef coinvolti, accompagnando eventi e appuntamenti istituzionali con una proposta gastronomica pensata come esperienza di condivisione tra gusto, cultura e senso di appartenenza. A Cortina d’Ampezzo, invece, saranno Graziano Prest del Ristorante Tivoli e Fabio Pompanin del Ristorante Al Camin a dare voce alla tradizione alpina, con una cucina attenta alla qualità delle materie prime e all’arte dell’accoglienza. A Livigno, infine, un gruppo di chef del territorio accompagnerà atleti e ospiti alla scoperta delle specialità locali, mettendo al centro ricette e prodotti identitari.
L’articolo "Le Casa Italia di Milano e Cortina per le Olimpiadi Invernali 2026 si trovano in due spazi culturali: due musei diffusi" è apparso per la prima volta su Artribune®.