Lavoro in Liguria, Uil: “Under 50 in fuga, meno donne che uomini, age pay gap al 36%”
- Postato il 11 febbraio 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 3 Visualizzazioni

Genova. Una regione dove la classe lavoratrice è sostanzialmente di sesso maschile e over 60. Questa la fotografia restituita nel convegno organizzato oggi dalla Uil Liguria e dal titolo “Liguria: il lavoro che vorrei. Nuovi percorsi occupazionali tra mismatch e migrazione dei giovani”. All’appuntamento anche il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, che ha parlato anche di riforma del sindacato e di ex Ilva.
Tra gli altri dati emersi, l’occupazione cresce ma resta intrappolata nella precarietà: nel 2024 solo il 12% delle nuove assunzioni in Liguria è stato a tempo indeterminato, mentre l’88% dei contratti (fonte Inps) risulta precario, con un picco preoccupante tra i lavoratori intermittenti. Il fenomeno colpisce duramente le donne e i giovani, con questi ultimi che percepiscono redditi inferiori di circa un terzo rispetto ai colleghi più anziani. Sui lavoratori giovani, in particolare stranieri, grava il differenziale retributivo legato all’età – Age pay gap – che fra under e over 40 ammonta al 36,2%.
Nel decennio si registra inoltre una perdita raddoppiata rispetto alla media nazionale di lavoratori tra i 35 e i 50 anni, una fascia “in fuga” o costretta al caregiving familiare. “Il tentativo di scaricare sui costi del lavoro questa corsa infinita a un capitalismo scellerato mi pare evidente – ha spiegato Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil – dobbiamo continuare a chiedere che il lavoro sia dignitoso, che sia a tempo indeterminato, che abbia salari dignitosi e che rispetti gli equilibri fra i tempi di lavoro e i tempi di vita. Sono cose alle quali tutti noi pensiamo tutti i giorni, ma che poi magari dimentichiamo quando andiamo a verificare alcune cose sulle condizioni di lavoro”.
Per rispondere a questo scenario di un “mondo del lavoro malato”, il segretario generale della Uil Liguria, Riccardo Serri, ha presentato una proposta concreta che punta a cambiare radicalmente il metodo di gestione delle politiche regionali: “La sottoscrizione di un Patto per il Lavoro, la proposta è quella di un protocollo che ci veda seduti a un tavolo in maniera permanente: un vero laboratorio – ha spiegato – dove le parti datoriali, i sindacati, la Regione e la parte scientifica dell’Università lavorino insieme. Dobbiamo partire dall’analisi dei dati per prevenire i problemi, invece di inseguire le emergenze come spesso fa la politica oggi”.
“Il falso mito dei giovani choosy o inchiodati al divano rischia di trasformarsi in un alibi per un territorio che investe poco sul futuro – osserva Roberta Cavicchioli, segretaria confederale Uil Liguria con delega al mercato del lavoro – La ripresa occupazionale del post-pandemia, vede crescere l’occupazione degli over 50 che attualmente rappresentano il 35% del totale, mentre i giovani sotto i 30 anni sono appena il 20%. In Liguria, il lavoro è over 60 e a prevalenza maschile”.
Ex Ilva, Bombardieri: “I fondi americani non fanno beneficenza”
“Tendenzialmente quando c’è un fondo americano non credo che venga in Italia per fare beneficenza. Siamo pronti a misurarci però, cercando di capire qual è il piano industriale che soprattutto parta dalla salvaguardia dell’occupazione. E ovviamente vorremmo capire quali sono i modelli che questo fondo intenderà applicare in questo Paese e con quale partner si muoverà” . Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a margine del convegno, è intervenuto sulla crisi dell’ex Ilva e sulle prospettive di acquisto del gruppo da parte del fondo Flacks, sottolineando l’urgenza di un piano industriale chiaro e della salvaguardia occupazionale per i poli di Genova e Taranto.
“L’acciaio in questo Paese serve – ha detto – ma è necessario capire qual è l’impatto occupazionale su Genova e su Taranto e quali sono i piani industriali con i quali si pensa di rilanciare un settore che in questo momento, per quello che riguarda l’Italia, è in crisi. Abbiamo chiesto un confronto al governo per capire come va il percorso con il fondo americano e quali siano i partner”.
Attacco ai contratti firmati dall’Ugl per la categoria dei rider
“È arrivato il momento di far votare i lavoratori e le lavoratrici in tutto il Paese del settore privato. Far scegliere loro i propri rappresentanti sindacali per evitare vergogne come quelle del contratto dei rider, firmato da Ugl”. l’attacco di Pierpaolo Bombardieri.
“Così come avviene nel pubblico impiego, i lavoratori e le lavoratrici devono poter scegliere i loro rappresentanti sindacali – ha spiegato – e, ovviamente, i contratti devono essere firmati da organizzazioni sindacali rappresentative. Noi vediamo che le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali nascono come funghi: ogni giorno ne nasce una. Al Cnel abbiamo più di mille contratti depositati. Se noi vogliamo restituire dignità al lavoro, se vogliamo superare percorsi anche di differenza salariale che stiamo registrando, è chiaro che per quello che ci riguarda questo è l’elemento principale”.