Last Minute, si rischiò lo scontro tra San Luca e Isola per una partita di droga non pagata

  • Postato il 3 marzo 2026
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Last Minute, si rischiò lo scontro tra San Luca e Isola per una partita di droga non pagata

Last Minute, fu speso falsamente il nome del clan Nicoscia di Isola per acquisire fiducia da fornitori di San Luca


ISOLA CAPO RIZZUTO – Si rischiò uno scontro tra trafficanti di droga di San Luca e Isola Capo Rizzuto per una partita di droga non pagata. Il raggiro sarebbe stato fatto da alcuni corrieri crotonesi, non isolitani, che avevano acquistato nel centro reggino quattro chili di cocaina spendendo il nome della famiglia di ‘ndrangheta dei Nicoscia di Isola come forma di garanzia per il pagamento. Un cognome, quello dei Nicoscia, che, evidentemente, anche negli ambienti criminali del Reggino godeva di considerazione.

LAST MINUTE, IL RAGGIRO

Il dato emerge da una conversazione intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Crotone e della Dda di Catanzaro che l’altra notte ha portato all’operazione Last Minute, con cui sarebbe stato sgominato un gruppo criminale che aveva il monopolio della piazza di spaccio di Isola. Ne parlavano Raffaele Gualtieri, indicato dagli inquirenti come il capo del sodalizio criminoso, e il crotonese Francesco Laratta. Erano stati tre crotonesi a recarsi nella provincia reggina e a spendere il nome dei Macchietta, soprannome dei Nicoscia, per acquisire la fiducia dei fornitori.

FORNITORI DI SAN LUCA ARRABBIATI

I fornitori di San Luca sarebbero andati a bussare proprio a casa di Gualtieri per chiedere delucidazioni. Gualtieri ne avrebbe parlato in questi termini. «Questi sono anche arrabbiati, dicono che loro non ne fanno di queste cose. Perchè devono fare il nome nostro? Ora voglio sapere i nomi di chi è andato lì Questi qua di Isola, capito? Ma non sono di Isola». In effetti, non erano di Isola ma di Crotone». Dal colloquio intercettato, in effetti, sarebbe emersa la responsabilità di un corriere della droga crotonese e di suoi complici che, al momento della contrattazione, avrebbero speso il nome di Antonio Nicoscia. Con questo stratagemma, il crotonese avrebbe prelevato e trasportato fino a Isola un campione di cocaina per saggiarne la qualità.

UN CHILO DI COCAINA OGNI 10 GIORNI A ISOLA

In realtà, il canale di approvvigionamento del gruppo isolitano era a Gioiosa Jonica, non a San Luca. Il fornitore di cocaina sarebbe stato Massimo Mazzaferro, che avrebbe intrattenuto intensi contatti con Gualtieri. Un chilo di cocaina ogni dieci giorni viaggiava dalla Locride a Isola, per soddisfare la continua richiesta di una clientela fissa. «C’è stato un periodo che ho lavorato di estate e veniva ogni dieci giorni. Un pacco ogni dieci giorni ad agosto». Lo avrebbe detto sempre Gualtieri, a colloquio con i suoi interlocutori, il cui andirivieni nella sua abitazione era monitorato costantemente dalla polizia tramite videoriprese.

I “MINUTI”

Il modus operandi era quasi spregiudicato. L’unica accortezza che gli indagati adottavano durante le conversazioni telefoniche intercettate era quella di indicare col termine “minuti” il corrispettivo in denaro della droga. Un termine quasi convenzionale, come rileva il gip distrettuale di Catanzaro Massimo Forciniti, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per 14 persone. «Affacciati fuori che sto passando, 30 minuti». Voleva dire che l’acquirente doveva pagare 30 euro. «Dai, 40 minuti, compare sono qua dietro». In quel caso l’assuntore di droga doveva pagare 40 euro. Da qui il nome in codice per il blitz della Squadra Mobile guidata dal vicequestore Costantino Belvedere.

LE REAZIONI ALL’OPERAZIONE LAST MINUTE

L’inchiesta, che ha portato al sequestro di circa 15 chili di cocaina e al rinvenimento di armi nascoste nei bidoni nelle pertinenze delle abitazioni di alcuni indagati, ha suscitato numerose reazioni di plauso al questore di Crotone, Renato Panvino. Dalla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ai sindacati di polizia Fsp e Sap guidati rispettivamente da Vito Tignanelli e Eugenio Lucente.

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