Lascia con un anno di anticipo il governatore della Banca di Franca, così sarà Macron a scegliere il successore
- Postato il 9 febbraio 2026
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’uscita anticipata di François Villeroy de Galhau dalla guida della Banca di Francia apre uno scenario politico di primo piano: sarà il presidente Emmanuel Macron, e non il suo successore all’Eliseo, a nominare il prossimo governatore della banca centrale francese. Villeroy de Galhau ha annunciato che lascerà l’incarico all’inizio di giugno, con oltre un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del suo secondo mandato, prevista per la fine di ottobre 2027. Una decisione apparentemente “inattesa”, motivata ufficialmente da ragioni personali e professionali. L’attuale governatore assumerà la guida della Fondation Apprentis d’Auteuil, impegnata nel sostegno ai giovani in difficoltà.
“I miei quasi undici anni alla guida della Banque de France e al servizio dell’euro sono e resteranno l’orgoglio della mia carriera pubblica” ha dichiarato Villeroy in un comunicato, riconoscendo al tempo stesso che la sua scelta “potrebbe sorprendere” i dipendenti dell’istituzione.
Al di là delle motivazioni personali, le dimissioni hanno un chiaro riflesso politico. Se Villeroy avesse completato il mandato, la nomina del suo successore sarebbe spettata al presidente eletto nella primavera del 2027. L’anticipo dell’uscita consente invece a Macron, giunto al secondo e ultimo mandato, di imprimere ancora una volta la propria impronta su una delle istituzioni chiave dell’architettura economica francese ed europea.
Il tema non è secondario, anche perché nel processo d’appello contro Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici dell’Ue l’accusa ha chiesto 4 anni di reclusione e cinque anni di ineleggibilità, ma senza “esecuzione provvisoria”, cioè senza effetto immediato. Il che permetterebbe alla politica del Rassemblement National di candidarsi. La possibilità che un futuro presidente di estrema destra possa nominare il governatore della Banca di Francia – con un seggio automatico nel Consiglio direttivo della Bce – viene così neutralizzata.
La scelta di Macron non sarà comunque automatica: il candidato dovrà superare le audizioni davanti alle commissioni Finanze dell’Assemblea Nazionale e del Senato, che possono bloccare la nomina con una maggioranza contraria dei tre quinti.
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