L’angelo Giorgia Meloni di San Lorenzo in Lucina non danneggia nessuna opera d’arte: gli affreschi sono croste del 1985
- Postato il 31 gennaio 2026
- Arti Visive
- Di Artribune
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Lo scandalo del weekend riguarda un angelo dipinto in un affresco nell’antichissima Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma il cui volto sarebbe stato trasformato nel ritratto della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo ‘scoop’ è opera di Repubblica, poi ripreso da tutti i giornali. Inevitabile, a valle la polemica politica.

Il volto della premier Giorgia Meloni su un angelo nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma
L’angelo “incriminato” si trova in una cappella in fondo a destra nella chiesa. Si tratta di un’area che ospita un importante crocifisso ligneo e su una parete il busto di Umberto II di Savoia scolpito dopo la morte dell’ultimo Re d’Italia dallo scultore bulgaro Kiril Todorov. L’angelo-Meloni regge un cartiglio con disegnato lo Stivale e fronteggia un altro angelo che porge la corona al sovrano in esilio, sotto un’iscrizione che ricorda come abbia preferito “alla guerra civile l’esilio”. Prima dei lavori, il volto dell’angelo era generico, conforme all’iconografia tradizionale. Dopo il restauro, invece, lineamenti e taglio degli occhi rimanderebbero fortemente a quelli della premier. La firma incisa su un cartiglio, Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV, attribuisce l’intervento a Bruno Valentinetti, che in parrocchia viene descritto come sacrestano, decoratore e volontario presente ogni mattina in basilica con il compito di aprirla.

“Solo voi ci vedete la Meloni”
“Avranno messo il mio nome a mia insaputa”, spiega Valentinetti a RomaToday. “Non sono di destra, non ricordo nemmeno più da quanto non voto. Io vivo con la pensione sociale, sopravvivo con 600 euro. Sono un artigiano. Il restauro me lo ha chiesto il parroco. L’ho fatto da volontario per ricambiare la gratitudine verso il parroco che mi dà ospitalità. In cambio la mattina apro la chiesa alle 8, mi do da fare. Ho 83 anni e faccio questo da sempre. E solo voi ci vedete Meloni in questo ritratto, ho ricalcato il ritratto che c’era prima”. La somiglianza, come ammette anche il Mons. Micheletti parroco della Basilica, è notevole, ma il restauratore nega. Se avesse voluto fare un omaggio alla premier perché non rivendicarlo?
Il restauro della Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma e il Codice dei beni culturali
“Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico”, sottolinea la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi, ripresa dall’ANSA. “Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni, riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi”.
Il punto è che non si tratta di nessun “patrimonio”. Questa cappella è stata inaugurata nell’aprile 1985 e come tale non è neppure probabilmente assoggettabile alla vigilanza della Soprintendenza, sebbene sia collocata in una chiesa antichissima e piena di capolavori. Gli angeli, con la faccia di Meloni o meno, sono delle croste disegnate da chissacchi e rimaneggiate nel 1996 e poi ancora nel 2007 fino all’intervento di Valentinetti. Anche la composizione della parete (piena di stemmi Savoia e reminescenze della Casa Reale) è cambiata più volte nel tempo. Insomma: nessunissimo danno al patrimonio storico e probabilmente nessuna necessità di ripristino (“ma se si creeranno polemiche lo farò modificare” dice il parroco), anzi semmai un omaggio alla storia dell’arte che ha sovente visto i volti dei potenti comparire qui e la negli affreschi più o meno dichiaratamente.
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