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Lamezia, condannati in primo grado per associazione mafiosa, tre imputati assolti in appello

  • Postato il 8 aprile 2026
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Lamezia, condannati in primo grado per associazione mafiosa, tre imputati assolti in appello

Il Quotidiano del Sud
Lamezia, condannati in primo grado per associazione mafiosa, tre imputati assolti in appello

Condannati in primo grado, assolti in appello padre, figlio e un pentito di Lamezia, accusati di associazione mafiosa al clan Greco


LAMEZIA TERME – Condannati in primo grado e assolti in appello tre imputati: padre e figlio – accusati di associazione mafiosa a un clan autonomo – e un collaboratore di giustizia di Lamezia Terme.

Le condanne di primo grado

In primo grado a marzo del 2023 il gup di Catanzaro, Luca Bonifacio, al termine del processo celebratosi con il rito abbreviato, aveva inflitto tre condanne e pronunciato undici assoluzioni, nei confronti di 14 imputati accusati, a vari titolo, di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, danneggiamento, estorsione, armi, ricettazione e usura, operante in città dal 2007 al 2014 con base al quartiere San Teodoro di Lamezia Terme. Il processo era scaturito in particolare dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia (tra cui Luca Piraina) che fecero riferimento in particolare al clan Greco, un presunto sodalizio autonomo. La pena più pesante, 8 anni, era stata inflitta a Sergio Ugo Roberto Greco, 68 anni. Il figlio Cristian, 38 anni, condannato invece a 6 anni e il collaboratore di giustizia, Luca Piraina, 36 anni, ex appartenente alla cosca Giampà, a 4 anni di carcere.

Le assoluzioni in appello

La Corte d’Appello di Catanzaro  – presidente Antonio Giglio – ha ora ribaltato la sentenza per i tre imputati assolti “perché il fatto non sussiste”, in totale accoglimento delle argomentazioni difensive degli avvocati Antonio Larussa e Lucio Canzoniere del Foro di Lamezia Terme, difensori di padre e figlio. Sergio Ugo Roberto Greco era accusato di associazione mafiosa con il ruolo attivo nelle estorsioni e nello spaccio e di essere capo e promotore del sodalizio mafioso, mentre il figlio Cristian era imputato di associazione mafiosa con il ruolo attivo nelle estorsioni e nello spaccio. Il collaboratore di giustizia era accusato di associazione mafiosa.

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Lamezia, condannati in primo grado per associazione mafiosa, tre imputati assolti in appello

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