La telecronaca del direttore di RaiSport non è stata una figuraccia. Va solo interpretata
- Postato il 18 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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La telecronaca del direttore di RaiSport non è stata una figuraccia. Va solo interpretata
Ricapitoliamo: durante la telecronaca in diretta su Rai1 della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, il direttore di RaiSport Paolo Petrecca, improvvisatosi telecronista, ha confuso lo stadio San Siro di Milano con l’Olimpico di Roma, Matilda De Angelis con Mariah Carey, la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale con la figlia di Mattarella, il Brasile per la Bulgaria, e sé stesso per una persona competente. La figuraccia, a dir poco olimpica, ha fatto il giro del mondo ed è finita persino sul New York Times – o, come lo chiamerebbe Petrecca, il Tv Sorrisi & Canzoni. Lo stupore nei confronti di Petrecca è duplice: non solo per l’impreparazione esposta senza vergogna in una vetrina mondiale, ma anche per le mancate dimissioni a seguire.
Di fronte a una simile arroganza, non resta però che prenderne atto e farsi venire qualche dubbio: ma non sarà che abbiamo sbagliato qualcosa noi? Abbiamo finora ritenuto le esternazioni di Petrecca frutto dell’inadeguatezza e dell’improvvisazione; e se invece dovessimo prenderle sul serio? Forse non sono errori, ma affermazioni sostenute con lucidità, e per giunta ribadite dalle mancate dimissioni. Questa contro-lettura apre tutto un altro scenario: significherebbe che quelle di Petrecca non sono gaffe, ma legittimi punti di vista, che esprimono semmai una visione ideologica del mondo. E si badi bene, non si tratterebbe di ideologia “di destra” come saremmo portati a pensare dalla sua nomina e intoccabilità; bensì dell’applicazione di una certa politica dell’identità e di gender. Infatti, nel sostenere che Matilda De Angelis sia Mariah Carey, Petrecca ha riconosciuto all’attrice italiana la possibilità di non identificarsi in modo rigido con una sola identità, giacché ella, secondo la teoria gender, si definisce in modo fluido nel tempo e a seconda delle situazioni; Petrecca dunque, durante la sua telecronaca, ci ha invitati a vedere Matilda De Angelis in maniera non-binaria, a rigettare la categorizzazione è Mariah Carey/non è Mariah Carey, e piuttosto a collocarla in una zona intermedia dove può oscillare fra più identità – e volendo, essere anche Raoul Bova, perché no?
Anche l’aver sostenuto che la delegazione del Brasile fosse quella della Bulgaria, potrebbe essere un raffinato commento di analisi geopolitica: del resto se di geopolitica se ne può occupare il fisico Rovelli, perché non il Direttore di RaiSport? In un momento di grandi trasformazioni a livello globale, dove molte superpotenze si muovono per ridefinire le proprie aree di influenza e gli stati vedono messi in discussione i propri confini, l’aver visto la Bulgaria nel Brasile è un monito, una provocazione, o forse una vera e propria profezia da parte di Petrecca. E chissà che, nell’identificare come “la figlia di Mattarella” la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Petrecca non abbia voluto fare come Fabrizio Corona, e cioè rivelarci qualcosa di peccaminoso che non sapevamo, una parentela segreta tenuta nascosta... Di fronte alle mancate dimissioni di Petrecca, per dare un senso a questa vicenda altrimenti ridicola, siamo costretti a metterci in discussione noi, prendere sul serio le parole del Direttore di RaiSport, e vedere il mondo con i suoi occhi. Un mondo dove “i brasiliani hanno la musica nel sangue” (cit.), “il Kazakistan ha solo quattro atleti, sette dei quali nello sci di fondo” (aricit.), e nessuno è responsabile di quello che dice, tanto vale tutto.
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