La svolta cinese sul mattone sarà un nuovo buco nell’acqua

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • Economia
  • Di Formiche
  • 5 Visualizzazioni

Abbiamo scherzato. Forse, ma da qualunque parte la si voglia vedere, in Cina sta per finire un’era. Anzi, forse è giù successo. Sono anni che questo giornale racconta la madre di tutte le crisi cinesi, quella del mattone. Che, ancora oggi, vale un quarto del Pil del Dragone. Quello che è successo è noto, Pechino ormai dieci anni fa, giocò con il fuoco e fece una scommessa: costruire decine di migliaia di nove case, imponendo alle banche di concedere miliardi di prestiti ai colossi del mattone, come Evergrande, e realizzando in pochissimo tempo ettari su ettari di nuovi quartieri. Ma il mercato non rispose e voltò le spalle al governo.

Molte famiglie comprarono una nuova casa, ma molte altre no. I prezzi cominciarono a crollare ma nonostante questo gli appartamenti rimasero vuoti. Le banche bussarono alla porta delle imprese del mattone, chiedendo i soldi prestati indietro, ma le casse erano vuote. E arrivarono le prime, importanti, insolvenze. Il resto è storia. Ed ecco il colpo di spugna. Fino a questo momento, infatti, i finanziamenti statali e bancari venivano concessi solo ed esclusivamente nel rispetto della regola delle tre linee rosse, ovvero tre rapporti: passività-attività, debito netto-patrimonio netto e liquidità-indebitamento. Pechino, in buona sostanza, con questi paletti non voleva che l’erogazione forsennata di denaro ai giganti immobiliari impattasse sui conti pubblici.

I guai, sono comunque arrivati, ma quello che più conta è la sostanziale ammissione del fallimento di tale politica. Pur mantenendo rigore nei finanziamenti, il mattone è collassato. Ora il partito ha deciso che le tre linee rosse non hanno più senso e che è arrivato il momento di aumentare il flusso di denaro verso l’immobiliare. Come  riferito da fonti vicine al governo a Reuters, la politica delle tre linee rosse è sostanzialmente terminata. Domanda: può avere senso ricominciare a immettere fiumi di denaro in un settore tradizionale per definizione, ma per molto analisti e osservatori moribondo?

I dati raccontano di un mattone ancora in terapia intensiva. Come a dire, c’è ancora molto che potrebbe andare storto. Finora le banche hanno resistito alle conseguenze dei default di diversi dei maggiori sviluppatori del settore privato del Paese. Ma i grandi gruppi del mattone sono ormai decotti (Evergrande e Country Garden sono sostanzialmente falliti). I ricercatori della Federal Reserve Bank di Dallas hanno recentemente stimato che nel solo 2024 circa il 40% dei prestiti bancari al settore immobiliare sarebbe stato concesso ad aziende i cui utili operativi non sarebbero stati sufficienti a coprire gli interessi passivi. La maggior parte di questi prestiti è stata rinnovata anziché essere riconosciuta come perdita, trasformando di fatto i debitori in aziende zombie, la cui quota sul mercato vale oggi il 16%, in aumento rispetto al 5% di sette anni fa. Tre linee rosse o meno, per l’immobiliare cinese la luce in fondo al tunnel è ancora lontana.

Autore
Formiche

Potrebbero anche piacerti