La storia di Ricardo Villar, dalla “tazzina d’argento” alla grande coppa che vale la Serie D con il Millesimo

  • Postato il 26 marzo 2026
  • Calcio
  • Di Il Vostro Giornale
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Millesimo Vs SF Loanesi

Hop, Step, Jump. Per il Millesimo, Prima Categoria, Promozione e Eccellenza. I tre passi del salto triplo che incorona i giallorossi tra le grandi del calcio ligure e li spedisce in Serie D. Non c’è due senza tre, dunque. E nemmeno per Ricardo Villar, il protagonista di questa cavalcata nonché uno dei quattro calciatori presenti anche due anni fa, insieme a Mohamet Ndiaye, Michelangelo Bove e Andrea Vittori. Per l’argentino, Millesimo è anche il terzo passaggio fondamentale della sua carriera. Partito come un predestinato, poi finito nel dimenticatoio per qualche anno e infine giunto alla gloria sotto la guida di mister Fabio Macchia. Un percorso stranissimo ma affascinante che l’ha portato ad affermarsi a 10 654 chilometri di distanza dalla sua città natale.

La tazzina d’argento e la grande coppa

La vita di Villar è un ping pong tra l’Argentina e l’Italia. È nato a San Salvador de Jujuy, soprannominata “tacina de plata” (in italiano, “tazzina d’argento”). Si tratta del capoluogo di provincia più a nord di tutta l’Argentina. Siamo ai piedi delle Ande, a 1201 metri d’altezza. Insomma, una città in montagna in una zona che si associa spesso al calore del sole e del mare. Un po’ come Millesimo, che non corrisponde certamente allo stereotipo della località ligure. Ma qui è passato dalla tazzina d’argento alla grande coppa che vale la Serie D.

L’inizio promettente in Italia e il ritorno in patria

Villar però il mare l’ha incontrato presto nella sua carriera. Scovato dalla Reggina, arrivò in Italia nel 2004, quando aveva ancora 14 anni. Poi Salernitana e Cesena, prima di tornare vicino alle montagne. Nel 2009 il trasferimento all’Udinese di Totò Di Natale. Ma con lui solo allenamenti, perché l’esordio in Serie A non arrivò mai. Si dice dovesse debuttare sul finire della stagione 2009/2010 ma, siccome la formazione Primavera era impegnata nelle finali del campionato, i bianconeri scelsero di lasciarlo giocare ancora con la squadra giovanile. Di lì i prestiti con Cremonese, Triestina e Como. L’occasione era ormai persa e il predestinato aveva terminato la sua magia. Nel 2012 Villar scelse dunque di tornare in Argentina.

Millesimo la sua isola felice

Dieci anni vicino a casa, poi nel 2022 la scelta di spostarsi, ormai con moglie e figli, ancora in Italia. Di nuovo Villar ripartì dal sud, più precisamente dalla Puglia. Sei mesi con il Toma Maglie, un anno con il Novoli. La terza fase della carriera dell’attaccante era ormai alle porte. E infatti nell’estate 2023 il Millesimo sceglie di puntare su di lui. Un volto completamente nuovo per il calcio savonese che rappresentò, a distanza di tre titoli, il primo segnale della grande ambizione giallorossa. Il grande nome che però si è calato nella parte dell’umile, “senza far pesare la sua carriera” come ci raccontò due anni fa. A pesare, solo i gol. 17 in Prima Categoria, diventando il capocannoniere. Riconfermato l’anno dopo, e in Promozione il tiro si alzò ancora. 23, capocannoniere un’altra volta. Millesimo ha conquistato Villar e Villar ha conquistato Millesimo.

La stagione in corso e il futuro

Il 2025/2026 è stato meno clamoroso dal punto di vista realizzativo. Villar ha dovuto mantenere il suo ruolo di leader facendo un passo indietro nella classifica marcatori, ma rimanendo sempre un punto fisso nelle scelte di Fabio Macchia. Anche lui stesso lo ha ammesso dopo la partita di ieri: “Sono un trequartista che deve fare gli assist, ho vicino a me dei compagni forti”. Tre gol segnati, gli ultimi due abbastanza pesanti. A dicembre infatti il gol dell’1-0 contro il Rivasamba (partita poi terminata 4-0) in un match che sancì lo status di potenziale favorita del Millesimo. E poi il bellissimo gol di ieri su punizione, di nuovo per l’1-0. Extra campo, per l’argentino questa è stata la stagione delle polemiche. Il post pubblicato dopo la partita con il Busalla e il polverone alzatosi dopo le accuse a lui rivolte dalla Genova Calcio. Del resto, un capitano è anche spesso al centro di critiche e dissapori. Il Millesimo però ha sempre difeso il suo calciatore, definendolo anzi una fonte d’ispirazione anche per i bambini del settore giovanili da lui allenati. Chissà che proprio uno dei ragazzini di Villar possa un giorno prenderne il posto. Di sicuro per farlo bisognerà entrare nella storia del Millesimo.

Il commento a caldo di Villar

Dopo la conquista aritmetica del titolo, il fantasista argentino ha tenuto a commentare lui stesso questa giornata storica per il Millesimo. Parole al miele verso piazza e società: “Questo traguardo è merito di tutti, dal presidente ai tifosi. Questa è una società incredibile. Millesimo è diventata da tre anni casa mia, di mia moglie e dei miei figli. Il presidente mi aveva portato qua facendo una scommessa. Ci troviamo molto bene”. E poi emerge anche il ruolo di leader: “Io devo far crescere anche i miei compagni. Gualtieri non ci credeva fino all’ultimo che potessimo vincere, perché lui ha perso due campionati negli ultimi anni. Io gli avevo detto di godersi il momento“.

Autore
Il Vostro Giornale

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