La storia di Budri, ambasciatrice del marmo tra tradizione artigiana, tecnologia e ricerca internazionale
- Postato il 2 febbraio 2026
- Design
- Di Forbes Italia
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Contenuto tratto dal numero di gennaio 2025 di Forbes Italia. Abbonati!
Budri realizza progetti chiavi in mano per residenze, yacht, hotel e boutique. Oggi si misura con due sfide: la sostenibilità ambientale e la personalizzazione estrema. “La differenza non la fa la quantità, ma l’eccellenza”, afferma la direttrice creativa, Alessandra Malagoli Budri.
Radicata in Emilia, in quel distretto manifatturiero modenese dove la cultura del fare ha sempre avuto un ruolo quasi morale, da oltre 60 anni Budri è ambasciatrice di un’idea di lavorazione del marmo che sconfina nell’arte di infondere leggerezza, ariosità e dinamismo a questo materiale apparentemente austero, duro, pesante. Un’alta sartoria del marmo, come l’azienda stessa si definisce, fondata “sull’ascolto profondo della materia”, come spiega la direttrice creativa Alessandra Malagoli Budri, e dove ogni lastra ha una voce, un racconto, un carattere da interpretare. “Il nostro payoff, ‘parola al Marmo’, esprime perfettamente questa filosofia: ogni lastra racconta una storia e il nostro compito è tradurla in bellezza senza tempo”. Da qui l’analogia con l’atelier, dove marmi, onici e pietre semipreziose diventano tessuti pregiati, materiali vivi da cui ricavare abiti da abitare.

Da Mirandola, nello stabilimento di ottomila metri quadrati in cui convivono tecnologie avanzate e maestria artigiana, Budri realizza progetti chiavi in mano per residenze, yacht, hotel e boutique in tutti i continenti. “La nostra eccellenza nasce da una struttura organizzativa solida e specializzata”, dice Malagoli Budri. L’azienda opera attraverso cinque divisioni — retail, hospitality, residential, yachting e r&d —, con team dedicati e una supervisione costante del processo produttivo che avviene nello stabilimento della sede. La divisione retail moda & boutique, che collabora con i più prestigiosi brand internazionali, segue ogni fase del processo produttivo, dalla selezione del materiale alle lavorazioni più complesse, garantendo realizzazioni su misura e coerenti con l’identità dei clienti.
“Oggi come ieri, Budri è il punto d’incontro fra tradizione artigiana, tecnologia avanzata e ricerca internazionale. Collaboriamo con designer di fama mondiale per creare progetti e collezioni che sfidano i paradigmi del design contemporaneo e trasformano il marmo in un oggetto di culto”, prosegue Malagoli Budri. Tra i designer internazionali con cui collabora l’azienda, Patricia Urquiola, Curiosity Tokyo, Carbondale Architects, Cristina Celestino e Marco Piva.
L’attenzione all’impatto ambientale è parte integrante della visione aziendale. “Sostenibilità non è una parola da prendere alla leggera, a maggior ragione quando, come noi, si lavora con un materiale così nobile e prezioso, che si evolve da milioni di anni e acquisisce ogni giorno più valore”, afferma la direttrice creativa. “Il marmo è il risultato del lavoro millenario della natura: un materiale prezioso che va trattato con profondo rispetto”. Da qui la nascita di Budri Slim, tecnologia brevettata che riduce drasticamente il peso delle lastre e, quindi, l’impatto sull’escavazione, il consumo di materia e l’inquinamento dei trasporti. “Questa innovazione è stata premiata dal programma europeo Horizon 2020”, sottolinea Malagoli Budri, ricordando i nuovi percorsi certificativi — Iso 14001 e SA8000 — verso cui l’azienda si sta dirigendo.

La sfida della sostenibilità si unisce a quella della personalizzazione estrema. “I clienti di oggi cercano unicità assoluta”, e non solo in termini di materiali rari, ma anche di coinvolgimento nel processo creativo. Vogliono comprendere l’origine delle pietre, le tecniche, le combinazioni possibili; desiderano progetti che uniscano arte, tecnologia e narrazione. Questa richiesta ha spinto Budri verso lavorazioni ancora più sofisticate, intarsi complessi e soluzioni personalizzate che rendono unico ogni progetto. Le sfide, oggi, si giocano su tre fronti: globalizzazione, sostenibilità e trasmissione del saper fare.
In un mercato competitivo, “la differenza non la fa la quantità, ma l’eccellenza”, afferma Malagoli Budri, sottolineando l’impegno dell’azienda nella formazione dei giovani artigiani, affiancati da maestri con anni di esperienza per apprendere tecniche che non si trovano nei libri. “Preservare il saper fare artigiano è una missione fondamentale: le competenze manuali di altissimo livello sono sempre più rare. Per questo abbiamo creato percorsi di affiancamento e formazione per permettere ai giovani di apprendere tecniche complesse e tramandare la tradizione”.

Lo sguardo verso i prossimi dieci anni è quello di un’azienda che vuole consolidare il proprio ruolo internazionale, ampliando le collaborazioni con designer e architetti, investendo in ricerca, nuove tecniche e linguaggi capaci di far dialogare il marmo con materiali emergenti. L’obiettivo, sintetizza Malagoli Budri, è “evolvere senza perdere la nostra identità”. Un pensiero che trova eco nelle parole di Gianmarco Budri, titolare dell’azienda: “La nostra passione nasce dal rispetto per il materiale raro e prezioso che abbiamo il privilegio di lavorare. Il nostro obiettivo è rendere i progetti Budri universalmente riconoscibili per la loro qualità, la loro raffinatezza e la passione che riflettono”. In questa alleanza tra tradizione e innovazione risiede la forza dell’azienda: un equilibrio che trasforma la pietra in linguaggio, materia in cultura, e che fa della bellezza — come ricorda Dostoevskij, citato dall’azienda — non un lusso, ma una responsabilità.
L’articolo La storia di Budri, ambasciatrice del marmo tra tradizione artigiana, tecnologia e ricerca internazionale è tratto da Forbes Italia.