La storia del più celebre falsario inventato d’Italia arriva su Netflix
- Postato il 16 gennaio 2026
- Cinema & Tv
- Di Artribune
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Ricerca della libertà, ambizione, compromessi. E sullo sfondo, incombente, la grande Storia d’Italia. Il Falsario, il nuovo film Netflix disponibile in piattaforma dal 23 gennaio 2026 e prodotto da Cattleya, parte di ITV Studios, è diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia. Un progetto ambizioso, sorretto da un cast di primo piano che riunisce Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante e Aurora Giovinazzo, affiancati da Edoardo Pesce e Claudio Santamaria. Un racconto che mescola dramma individuale e memoria collettiva, restituendo il ritratto inquieto di un’epoca cruciale del nostro Paese.
Roma, Anni Settanta: il sogno del riscatto ne “Il falsario”
Siamo nella Roma degli Anni Settanta. Il protagonista è Antonio Chichiarelli, per tutti Toni, appena arrivato in città dalla provincia insieme ai suoi due più cari amici. Hanno poco in tasca e molto negli occhi: il desiderio di riscatto, la voglia di affermarsi, l’urgenza di dare un senso alle proprie aspirazioni. Ma ogni sogno, soprattutto in un tempo così complesso, comporta un prezzo. E la domanda che attraversa il film è sempre la stessa: fino a che punto si è disposti a spingersi pur di sentirsi realizzati?

“Il falsario”, la storia tratta dal libro di Nicola Biondo e Massimo Veneziani
Nel suo bagaglio Toni porta con sé soltanto il talento per la pittura e l’aspirazione a diventare un grande artista. Ma la fame di vita, il caso e forse anche la Storia finiranno per trascinarlo altrove, trasformandolo nel più celebre dei falsari e in una figura chiave di alcuni tra i misteri più oscuri della Repubblica. Il Falsario, un film falsamente ispirato a una storia vera, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Grand Public, è tratto dal libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, pubblicato nel 2008: un affresco noir che attraversa la Roma degli anni di piombo, tra politica, criminalità e zone d’ombra mai del tutto illuminate.
Il prezzo della libertà e il peso della Storia ne “Il falsario”
Nei primissimi minuti del film Toni, il protagonista, pronuncia una frase che ne racchiude l’essenza: “Volevo essere un uomo libero, ma quanto m’è costata ’sta libertà”. È da qui che prende avvio la nostra conversazione con il cast, interrogandoci su cosa significhi davvero essere liberi e su come il 9 maggio 1978, il giorno della morte di Aldo Moro, abbia segnato un punto di non ritorno per l’Italia, cambiando per sempre la nostra cultura, il nostro senso di responsabilità e persino l’idea stessa di ambizione.
Margherita Bordino
L’articolo "La storia del più celebre falsario inventato d’Italia arriva su Netflix" è apparso per la prima volta su Artribune®.