La Stampa in vendita, Iervolino scrive a Elkann: “Pronti a comprarla per 22,5 milioni”. L’offerta formalizzata due giorni fa
- Postato il 14 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Il produttore cinematografico Andrea Iervolino ha formalizzato un’offerta da 22,5 milioni di euro per l’acquisto de La Stampa, lo storico quotidiano torinese, da settimane al centro di trattative incrociate e ancora incerte. La proposta è contenuta in una lettera datata 12 gennaio 2026, indirizzata al presidente John Elkann e all’amministratore delegato di Gedi Paolo Ceretti, e inviata per conto di TAIC Funding LLC, società riconducibile allo stesso Iervolino. Un’offerta formale, subordinata a due diligence, con cui manifesta l’interesse a perfezionare l’acquisto “in tempi brevi”.
È la prima volta che compare una cifra esplicita. Finora erano circolate solo stime e indiscrezioni – una forchetta tra i 15 e i 25 milioni – mentre le valutazioni più alte emerse sui giornali, intorno ai 140 milioni, riguardavano la possibile cessione complessiva di Gedi o di altri asset come Repubblica, non il quotidiano torinese preso singolarmente. In questo senso, i 22,5 milioni di Iervolino diventano un parametro di riferimento in una partita che fino a oggi si era giocata soprattutto sul terreno delle manifestazioni di interesse.
Raggiunto dal Fatto, Iervolino conferma l’offerta e rivendica la portata della mossa: “Vogliamo entrare nell’editoria in modo serio. Il nostro obiettivo è costruire uno dei più grandi gruppi editoriali italiani”. E aggiunge che l’offerta è stata deliberata dal consiglio di amministrazione di TAIC Funding, una cordata che – spiega – riunisce “fondi privati, investitori e banche”, senza però entrare nei dettagli. Iervolino, 44 anni, è un produttore italo-canadese con una filmografia che include nomi come Al Pacino, Johnny Depp e Robert De Niro, arriva a questo appuntamento con un profilo controverso.
Negli ultimi anni è stato coinvolto in una guerra societaria e legale con l’ex socia Monika Bacardi sul controllo di Sipario Movies, società poi finita in insolvenza con pesanti perdite. Sul fronte pubblico, nel luglio 2025 il Ministero della Cultura gli ha revocato 66 milioni di euro di tax credit, provvedimento contestato dall’imprenditore e dallo stesso commissario nominato dal Tribunale, tuttora oggetto di perizie contrapposte. Su i fondi per il cinema, è in corso anche un’indagine della Procura di Roma.
A pesare nelle valutazioni potrebbe essere anche il precedente torinese del polo cinematografico di Mirafiori, progetto affidato alla Tuscany Film Studios riconducibile a Iervolino e interrotto dopo pochi mesi tra contenziosi civili e risoluzioni anticipate dei contratti. Un’iniziativa nata con grandi ambizioni e visibilità internazionale, ma conclusa prima del previsto, che suggerisce cautela anche nel valutare l’operazione editoriale.
Parallelamente al tentativo su La Stampa, Iervolino è impegnato nel lancio di una nuova testata online, “La Sintesi”, annunciata con Rocco Casalino come direttore. Il debutto, previsto inizialmente per il 15 gennaio, è però già slittato di qualche settimana, dettaglio che alimenta lo scetticismo di chi guarda all’offerta come a una mossa più politica e mediatica che realmente decisiva.
Non è comunque la prima volta che sul dossier La Stampa circolano cifre di questo ordine. Nelle settimane scorse, l’imprenditore italo-americano Salvatore Palella aveva messo sul tavolo circa 25 milioni di euro per un pacchetto comprendente La Stampa e Huffington Post. Una proposta respinta da Gedi non solo per ragioni economiche, ma anche per i tempi lunghi legati alle verifiche Antitrust e per il profilo editoriale del proponente.
Nonostante l’irruzione di Iervolino e Palella, la partita vera resta però ancora tra altri due soggetti. SAE – Sapere Aude Editori, il gruppo guidato da Alberto Leonardis, è oggi in pole position. Leonardis ha già acquisito da Gedi testate come Il Tirreno e La Nuova Sardegna e si prepara a presentare una proposta formale – ma non vincolante – accompagnata da un piano industriale che prevede la creazione di una nuova società. L’operazione coinvolgerebbe fondazioni bancarie piemontesi, tra cui la Fondazione CRT e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, garanzia di radicamento territoriale e stabilità istituzionale.
Il terzo incomodo è NEM – Nord Est Multimedia, il gruppo guidato dal banchiere Enrico Marchi. Il 7 gennaio il consiglio di amministrazione di NEM ha deliberato all’unanimità la presentazione di un’offerta non vincolante per arrivare a una trattativa in esclusiva. La cordata veneta, che controlla già numerose testate ex Gedi nel Nord-Est, punta a espandersi nel Nord-Ovest per costruire un polo editoriale interregionale.
Nel frattempo, la redazione de La Stampa chiede garanzie chiare: tutela dei livelli occupazionali, rispetto degli accordi aziendali e autonomia editoriale. Intanto il film della vendita aggiunge una nuova scena, anche se non è detto che sia quella decisiva.
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