La Spezia, studente 19enne accoltellato in classe da un compagno di scuola: è grave
- Postato il 16 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Un ragazzo di 19 anni è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Andrea della Spezia, ferito da una coltellata sferzata, a quanto risulta, da un 18enne compagno di scuola. L’episodio è avvenuto oggi, venerdì 16 gennaio, all’interno dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi, nella città del levante ligure.
La polizia, che si sta occupando delle indagini, ha fermato il giovanissimo presunto aggressore. La lite tra i due studenti sarebbe iniziata durante la ricreazione, fuori dalle aule. Uno screzio legato, forse, a una rivalità per una ragazza e che, hanno raccontato altri studenti, si trascinava già da qualche giorno. Al momento, sempre stando alle prime informazioni, non sembrano esserci riferimenti a bande contrapposte ma si sarebbe trattato di un dissidio personale.
Poi uno dei due studenti ha tirato fuori l’arma, un coltello da cucina ma di dimensioni piuttosto grandi, una lama di circa 20 centimetri, puntandola contro il 19enne. Quest’ultimo, per sfuggire, si è rifugiato in un’aula dove però il compagno lo ha raggiunto, colpendolo a un fianco. A bloccare e disarmare il 18enne, un docente.
Il 19enne è in prognosi riservata. L’equipe medica dell’ospedale Sant’Andrea ha riferito che l’operazione per tentare di salvargli la vita è riuscita – il ragazzo è stato rianimato – ma le condizioni restano critiche. Non è fuori pericolo.
Studente accoltellato, le reazioni della politica
“Quanto accaduto all’Istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” della Spezia è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Seguiamo con profonda apprensione la drammatica vicenda avvenuta questa mattina alla Spezia, dove un giovane studente è stato accoltellato all’interno dell’istituto scolastico che frequenta. Un episodio gravissimo, un gesto sconsiderato che ci lascia sgomenti e sul quale auspichiamo venga fatta chiarezza. È inaccettabile che un luogo che dovrebbe rappresentare tutela e sicurezza per i giovani si trasformi in teatro di violenza. Il nostro pensiero va al ragazzo, rimasto gravemente ferito: preghiamo affinché possa superare al più presto questo momento così difficile”, dichiara l’assessore alla Scuola di Regione Liguria Simona Ferro in merito a quanto accaduto all’Istituto Einaudi-Chiodo della Spezia.
Anche il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha espresso vicinanza al ragazzo accoltellato: “A lui e alla sua famiglia va tutta la mia solidarietà. Condanno con fermezza quanto accaduto, che rappresenta un dolore enorme per tutta la nostra comunità. Ci impegniamo quotidianamente a fornire modelli positivi, ora spero solo con tutto il cuore che il ragazzo ferito si salvi”.
Scioccati Davide Natale segretario Pd Liguria, e Marco Baruzzo segretario provinciale spezzino: “A nome di tutta la comunità del Partito Democratico intendiamo esprimere in questo momento i nostri sentimenti di vicinanza allo studente ferito. Apprendiamo sconvolti con dolore e rammarico questa notizia. Di fronte a certi episodi bisogna sempre interrogarsi e capire cosa serve mettere in campo perché non si ripetano. Non si possono lasciare sole le famiglie e neppure la scuola. Serve ripensare la società e ognuno impegnarsi perché ciò possa avvenire in tempi brevi. Non ci sono scorciatoie ma duro impegno lontano dai clamori. La comunità del Partito Democratico è a disposizione per tutto ciò che sarà necessario fare. Ribadiamo la nostra solidarietà al ragazzo ferito, alla sua famiglia e alla comunità scolastica”.
“Quanto accaduto nell’Istituto Chiodo di Spezia, dove un ragazzo è stato accoltellato, è un episodio di una gravità inaudita che mai dovrebbe accadere in un luogo dedicato all’educazione dei giovani. Siamo scioccati e preoccupati. Ci stringiamo attorno al ragazzo, alla famiglia, agli amici alla comunità scolastica di Spezia. La scuola, il luogo in cui i giovani si affacciano al futuro deve essere un posto sicuro. Serve sempre maggiore attenzione ai giovani, supporto al personale scolastico e creare nuove sinergie scuola-famiglia. Bisogna essere più vicini ai giovani per coglierne i disagi e prevenire la violenza”, aggiungono i deputati liguri del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo e Irene Manzi, responsabile Pd scuola.
Mentre la senatrice della Lega, e segretaria provinciale spezzina Stefania Pucciarelli dichiara: “L’ennesimo gravissimo episodio di violenza in una scuola, con uno studente di 18 anni accoltellato alla Spezia da un minorenne, dimostra ancora una volta l’urgenza di approvare immediatamente il nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega. Nelle nostre proposte è previsto il divieto dell’uso e del porto di lame e coltelli, con aggravanti specifiche se l’utilizzo avviene in luoghi sensibili come le scuole, che devono essere luoghi sicuri di formazione e non teatri di violenza. Serve un intervento deciso e immediato per fermare questa escalation di violenza che riguarda sempre più le giovani generazioni. Al ragazzo ferito e alla sua famiglia, va la mia vicinanza con l’auspicio che possa riprendersi al più presto”.
“L’accoltellamento avvenuto oggi nella scuola Chiodo della Spezia lascia sbigottiti. Vicinanza allo studente ferito e alla sua famiglia, l’augurio di tutti è che possa rimettersi al più presto”. Lo dice la senatrice spezzina di Italia Viva Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. “La situazione, alla Spezia e nel resto d’Italia, è molto seria: dilagano maranza e baby gang. C’è poi il tema della diffusione delle armi da taglio tra i giovani. Occorre che questo governo faccia una seria riflessione perché il nostro non è più un paese sicuro”, aggiunge Paita.
La Rete studenti medi: “Scuole sicure? Vogliamo educazione, non slogan”
“L’aggressione di stamattina – così la nota del sindacato studentesco Rete degli studenti medi – è il frutto di un diffuso sentimento di violenza che permea la nostra società da troppo tempo. Non possiamo in alcun modo tollerare oltre questo clima, e chiediamo che le istituzioni si adoperino per rendere la scuola un posto sicuro per studenti e studentesse. Non, però, attraverso l’unico strumento di cui il ministro dell’istruzione e del merito ha dimostrato di essere a conoscenza: la repressione. Chiediamo che le istituzioni, di concerto con la comunità educante, si impegnino a portare nelle scuole nuove forme di educazione al rispetto, che oltreché la ferma condanna della violenza in ogni sua forma, passi soprattutto per la diffusione di un nuovo sistema-mondo, libero dalla prevaricazione del più forte e fondato sul dialogo e il confronto sano.”
La posizione, dura, del sindacato studentesco, che da sempre chiede che le scuole siano spazi di cura, arriva poco dopo le ultime notizie sullo stato del ragazzo, attualmente in gravi condizioni al Sant’Andrea. “Non vogliamo – continua la Rete – andare a scuola con la paura di non tornare. La presenza di armi letali nei nostri istituti costituisce un precedente che ci avvicina pericolosamente ad altre parti del mondo, e non può essere tollerata. Vogliamo che le istituzioni si esprimano e prendano provvedimenti pro futuro, per evitare che si ripeta quanto accaduto”.