La shitstorm perfetta dà a “Biancaneve” le peggiori recensioni della storia

  • Postato il 4 aprile 2025
  • Di Il Foglio
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La shitstorm perfetta dà a “Biancaneve” le peggiori recensioni della storia

Il remake live-action di Snow White targato Disney, uscito in Italia da pochi giorni, si è rapidamente guadagnato un posto di (dis)onore nella classifica dei film con il peggior rating della storia di IMDb, con un punteggio precipitato a 1.5/10. Ora, non siamo di certo davanti a un capolavoro memorabile, ma il valore artistico del film è davvero così basso? O ci troviamo di fronte a un nuovo caso di review bombing, sintomo di un’epoca in cui il consenso viene manipolato con strumenti digitali e ideologici?

Dietro il voto medio da incubo non si cela solo il giudizio del pubblico sulla qualità della pellicola, quanto piuttosto una tempesta perfetta di controversie culturali, politiche e identitarie. Al centro della polemica c’è Rachel Zegler, attrice protagonista, accusata da alcuni di aver “tradito” lo spirito dell’originale del 1937. La sua origine colombiana e l’interpretazione moderna di Biancaneve, insieme a dichiarazioni passate in cui definiva la versione classica “superata” e la protagonista troppo passiva, hanno infiammato il dibattito.

A ciò si aggiunge la scelta della produzione di non citare espressamente i celebri sette nani con questo epiteto, per evitare rappresentazioni considerate stereotipate. Per quanto i nomi dei personaggi siano gli stessi della versione originale, così come le canzoncine di stampo calvinista “Hey-oh, hey-oh, andiamo a lavorar”, la decisione ha sollevato critiche sia da parte di attivisti che da fan della versione tradizionale.

Ma il vero acceleratore della valanga è stato il contesto politico: i post social di Zegler a favore della Palestina, un suo esplicito “vaffa” pubblico a Donald Trump e ai suoi elettori e le tensioni emerse con Gal Gadot, attrice israeliana che interpreta la Regina Cattiva, sua nemesi non solo nel film, hanno trasformato la pellicola in un campo di battaglia ideologico. Il film è stato preso di mira da gruppi organizzati di utenti, alcuni dei quali apertamente mossi da motivazioni politiche, che hanno promosso campagne di boicottaggio e inviti a lasciare recensioni negative.

Il review bombing è una pratica sempre più diffusa: tecnicamente consiste nel generare una grande quantità di recensioni (quasi sempre negative) in un breve arco di tempo, spesso coordinata tramite social, forum o gruppi Telegram/Discord. L’obiettivo è abbassare drasticamente il punteggio di un prodotto culturale per danneggiarne la reputazione. IMDb, pur cercando di filtrare le anomalie, si basa su sistemi di voto aperti e non sempre riesce a intercettare tempestivamente le campagne coordinate. Il sistema di media pesata di IMDb assegna un peso diverso alle recensioni a seconda della credibilità del profilo che le lascia, ma quando migliaia di account attivi votano in massa, il meccanismo è facilmente manipolabile. Sorte simile è d’altronde toccata al film sul ben più influente Google Review – mentre ad esempio su Rotten Tomatoes, il cui meccanismo è vincolato alla registrazione degli utenti, il giudizio è ben più clemente.

Quello di Snow White non è un caso isolato. Progetti Disney con protagonisti femminili o appartenenti a minoranze etniche sono stati già in passato vittime di attacchi coordinati. La serie Star Wars: The Acolyte, con protagonista Amandla Stenberg, ha subito un’ondata di recensioni negative che l’ha resa la produzione Star Wars con il punteggio più basso nella storia del franchise. L’attrice ha parlato apertamente della natura “vitriolica” di queste reazioni, che avrebbero portato alla cancellazione anticipata della serie.

Nel 2023, il remake live action de La Sirenetta, con Halle Bailey, ha visto il proprio punteggio su Moviepilot crollare a 0.7 su 10. IMDb ha dovuto aggiungere un avviso nella pagina del film: “Il nostro meccanismo di valutazione ha rilevato un’attività di voto insolita su questo titolo”.

E ancora prima, nel 2019, Captain Marvel con Brie Larson fu bersaglio di troll che ne abbassarono drasticamente il punteggio di “Want to See” su Rotten Tomatoes al 28 per cento. Fu proprio in quell’occasione che Rotten Tomatoes decise di modificare le sue regole, impedendo agli utenti di lasciare recensioni prima dell’uscita effettiva del film.

In casi come Snow White, il punteggio basso racconta più lo Zeitgeist che la qualità del film: non assistiamo a una valutazione estetica condivisa, ma a uno scontro di narrazioni e valori. Disney potrebbe essere d’altronde connivente nella scelta comunicativa del “purché se ne parli”: per quanto non si tratti certo di un trionfo commerciale, infatti, Biancaneve è vicina ad arrivare al punto di pareggio al botteghino rispetto ai – molto elevati – costi di produzione. D’altronde, il fascino dell’outsider da maglia nera si è storicamente dimostrato un importante elemento attrattivo, se è vero che in fondo alla lista di qualità di IMDb figurano  film diventati cult proprio come “così brutto che fa il giro”, come nel caso di Birdemic nel 2010 e Manos: le mani del destino del 1966, che ancora oggi vengono visti e noleggiati dagli appassionati del genere trash.

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Autore
Il Foglio

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