La sfida fra i trumpiani divisi in Texas che fa sognare i dem
- Postato il 20 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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La sfida fra i trumpiani divisi in Texas che fa sognare i dem
Le primarie in Texas per decidere i contendenti per il seggio al Senato, di cui è iniziato il voto anticipato, si concluderanno il 3 marzo e si stanno trasformando in un guaio per i repubblicani e un’opportunità per i democratici. Sul fronte repubblicano, il senatore uscente John Cornyn non è certo di riottenere la candidatura, in sfida con il procuratore generale dello stato, Ken Paxton. I due non si sopportano: Cornyn ha definito il tentativo del suo avversario “il progetto vanesio di un truffatore”, mentre Paxton continua ad additarlo come Rino, l’epiteto che i trumpiani danno ai repubblicani che non sarebbero veramente convinti dell’agenda del presidente. Difficile, però, affermare questo per Cornyn che, senatore da quattro mandati, ha votato in accordo con l’Amministrazione Trump il 99 per cento delle volte. Al Texas Monthly ha spiegato che il suo lavoro da senatore è quello di “sostenere le politiche di ogni presidente repubblicano”. Nonostante questi numeri, Cornyn è stato attaccato anche perché, dopo la sparatoria di Uvalde, è stato firmatario di una legge per frenare l’utilizzo delle armi da fuoco: provvedimento modesto, ma tanto è bastato per alienargli una fetta del partito texano. Paxton, invece, è un procuratore generale che ha subìto un tentativo di impeachment per corruzione dal suo stesso partito, che aveva raccolto ben quattromila pagine di prove, anche se è stato poi prosciolto dal Senato. Si presenta come un candidato di fede trumpiana, che vuole bonificare la palude di Washington, di cui Cornyn sarebbe un degno rappresentante. I sondaggi, a oggi, sembrano dargli ragione: sarebbe davanti di sei punti su Cornyn. Il senatore, che ha ricevuto l’endorsement dei suoi colleghi, ripete che con Paxton candidato “potremmo rivivere il 1994”, l’ultimo anno in cui i democratici vinsero un’elezione statale in Texas, e che “candidandolo, si metterebbe a rischio il seggio ma anche la possibilità di procedere con l’agenda presidenziale”. In corsa c’è anche un terzo candidato, il deputato Wesley Hunt, con circa il dieci per cento delle preferenze: distante dagli altri due, ma con abbastanza sostegno da spingere la contesa al ballottaggio, che si dovrebbe tenere a maggio. Trump, a oggi, ha deciso di non fare ancora un endorsement nella contesa, nonostante Paxton mesi fa sia volato fino in Scozia per convincerlo: alle domande risponde di non aver ancora deciso e che tutti i candidati lo sostengono.
Chi invece punta tutto sulla vittoria di Paxton è il Partito democratico, che crede, come Cornyn, che la vittoria di Paxton possa offrire una grande opportunità a novembre, per la prima volta dopo 32 anni. A sfidarsi sono due politici molto diversi. Da un lato Jasmine Crockett, deputata, conosciuta per il suo stile aggressivo: ha chiamato il governatore del Texas Greg Abbott, che è in sedia a rotelle, “governatore Hot Wheels”. Il suo obiettivo è riportare al voto in massa le minoranze, soprattutto gli afroamericani su cui ha un grande vantaggio, perché ritiene che “se votano le stesse persone degli ultimi trent’anni, anche il risultato sarà lo stesso”. A sfidarla è James Talarico, deputato statale, con un messaggio molto diverso: si definisce un “costruttore di ponti” e vorrebbe la fine di una politica così polarizzata, come è stata dall’avvento del trumpismo. Entrambi hanno avuto i loro scandali: Talarico, in una conversazione privata, avrebbe definito l’ex candidato Colin Allred, ritiratosi per sostenere Crockett, “un uomo nero mediocre”, mentre Crockett, parlando degli ispanici che votano Trump, li avrebbe definiti “persone con la mentalità da schiavi”. Le differenze tra i due sono più stilistiche che sostanziali: entrambi, infatti, sono progressisti su temi come immigrazione e aborto e basano la loro raccolta fondi sulle piccole donazioni. Talarico negli ultimi giorni ha avuto una crescita su scala nazionale dopo che la sua intervista da Stephen Colbert, conduttore del “Late show”, è stata censurata dalla stessa rete ed è stata pubblicata su YouTube: il candidato ha ricevuto 2.5 milioni di dollari in donazioni in una sola sera. Matt Angle, fondatore del comitato politico filodemocratico Lone Star Project, ha detto a The Hill che “l’idea convenzionale è che il rivale perfetto da contrapporre a Paxton sarebbe Talarico. Da un lato un candidato polarizzante, dall’altro una persona calma su cui costruire una coalizione. Ma potrebbe anche non essere così, è una sfida aperta”.