La scrittura è nata 40.000 anni fa?

  • Postato il 3 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Prima ancora dell'avvento della scrittura, gli antichi cacciatori-raccoglitori europei erano in grado di registrare e comunicare informazioni scritte su oggetti "portatili", mediante un sistema di simboli in apparenza codificato. Motivi regolari di simboli incisi su statuine d'avorio ritrovate in Germania non sarebbero semplici decorazioni, ma sequenze strutturate con una complessità misurabile, e una densità di informazioni simile a quella della scrittura proto-cuneiforme, che sarebbe emersa in Mesopotamia soltanto decine di migliaia di anni più tardi, attorno al 3.350-3.000 a.C.. La scoperta è stata resa possibile da un'analisi computazionale di 3.000 di questi simboli, i cui risultati sono stati pubblicati su PNAS. . Simboli non casuali. I manufatti analizzati provengono dalla regione della Swabian Jura, una catena montuosa nel sudovest della Germania che ospita sei caverne nelle quali, nella seconda metà del 1800, furono rinvenute piccole sculture di animali (come leoni delle caverne, mammut, cavalli e bovidi), di figure umane e figure ibride, metà uomo e metà animale, insieme a strumenti musicali e ornamenti personali, il tutto realizzato tra i 43.000 e i 33.000 anni fa. Le caverne sono oggi Patrimonio dell'Unesco: gli oggetti che contengono sono tra i più antichi esempi di arte figurativa in Europa.. Gli artisti che li scolpirono furono esponenti della nostra specie arrivati in Europa dall'Africa 43.000 anni fa. Questo gruppo - la cultura aurignaziana - portò l'incisione di simboli sui manufatti in avorio o in altri materiali a un livello superiore: sistemi di tacche, puntini, croci, lineette, forme a "Y" e altri motivi si trovano in modo ricorrente su moltissime statuine, in sequenze che sembrano tutt'altro che casuali: «Avere questo uso ricorrente e molto sistematico di segni chiaramente applicati, distinti l'uno dall'altro, inseriti in sequenze, è qualcosa di completamente diverso», spiega Ewa Dutkiewicz, archeologa del Museo della Preistoria e della Storia Antica di Berlino, in Germania.. Scritture a confronto. Insieme al collega Christian Bentz, linguista della Saarland University di Saarbrücken, Germania, Dutkiewicz ha analizzato sequenze di 22 diversi simboli incise oltre 3.000 volte su 260 oggetti realizzati nella Swabian Jura tra 43.000 e 34.000 anni fa. Gli scienziati hanno digitalizzato le sequenze di simboli su un database, e poi utilizzato modelli statistici e algoritmi di machine learning per studiare la complessità delle sequenze e la densità di informazioni da esse veicolata. Hanno cercato di capire con quale frequenza comparissero i vari simboli e quanto prevedibile fosse il loro uso all'interno di ogni sequenza, «perché le informazioni non sono codificate solo nel numero di segni diversi ma... nel modo in cui vengono combinati i segni» chiarisce Bentz. L'obiettivo che si sono dati i ricercatori è stato paragonare le sequenze di simboli del Paleolitico europeo a quelle della scrittura proto-cuneiforme e alla scrittura moderna.. Una spiccata somiglianza. Dalle analisi sono emerse una spiccata differenza tra i segni sui reperti archeologici e i moderni sistemi di scrittura, caratterizzati da una densità di informazioni molto elevata; e una sorprendente somiglianza con la densità di informazioni veicolata nelle prime forme di scrittura proto-cuneiforme sulle tavolette d'argilla dell'antica Mesopotamia (che, però, sarebbero emerse circa 40.000 anni più tardi). Le proprietà statistiche tra i due sistemi di simboli sono «molto, molto simili», spiegano gli autori. «I segni sugli oggetti archeologici si ripetono frequentemente: croce, croce, croce, linea, linea, linea. Questo tipo di ripetizione non è una caratteristica riscontrabile nel linguaggio parlato. Anche le sequenze di segni nella scrittura proto-cuneiforme sono ripetitive e i singoli segni si ripetono a una frequenza simile».. Inoltre, le statuette mostrano una maggiore densità informativa rispetto agli utensili, e diversi simboli sono stati usati su diversi tipi di oggetti: per esempio le croci non sono mai state trovate su statuette umane ma si ritrovano spesso su sculture di animali, come cavalli e mammut - anche se il significato dei vari simboli non è stato decodificato.. Un sistema di comunicazione scritto, prima della scrittura. Gli antichi cacciatori-raccoglitori europei avevano quindi, forse, sviluppato un sistema codificato per comunicare in modo visibile su oggetti trasportabili a mano molto prima della nascita della proto-scrittura. Un sistema che mantenne le stesse regole almeno per 10.000 anni, l'arco di tempo che passa tra i manufatti più antichi e quelli più recenti analizzati, e che dunque si trasmise per generazioni. Posto che le conclusioni siano confermate, non ci è dato di sapere che cosa gli antichi sapiens si dicessero. Sappiamo, per ora, che questo codice un significato doveva averlo, e forse ci può bastare..
Autore
Focus.it

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