La rete di Gabrielli, il superpoliziotto che molti sognano federatore

  • Postato il 10 febbraio 2026
  • Di Il Foglio
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La rete di Gabrielli, il superpoliziotto che molti sognano federatore

Guido Crosetto lo attacca. Sui quotidiani di destra si raccontano manovre anti-Schlein, tanto che al Tempo immaginano già Franco Gabrielli come prossimo federatore del campo largo. E la sinistra che ne pensa? Tra i progressisti, o almeno in una parte, il suo è di certo un profilo che non dispiace. Lo difendono in Italia viva: “Merita grande attenzione”, dice Raffaella Paita. E pure nel Pd: per Filippo Sensi “è una persona saggia, che va ascoltata. La destra lo soffre”. L’ex ministro M5s Vincenzo Spadafora, che ha lanciato il progetto Primavera e lavora alla costruzione del centro, è convinto: “Siamo tutti chiamati a contribuire alla costruzione di un centrosinistra competitivo. In questo senso Gabrielli è tra coloro che possono certamente aiutare”. Qualche giorno fa, per la convention della sua associazione, Spadafora ha portato sullo stesso palco Beppe Sala e Silvia Salis, Alessandro Onorato, Ernesto Maria Rufffini e Maria Elena Boschi.

Gabrielli, non è un mistero, si definisce “moderato e al tempo stesso progressista” con un’esperienza “che affonda le sue radici nel mondo cattolico”. E’ stato un giovanissimo democristiano, prima di prendere una strada diversa dalla politica. Non vuole farsi tirare per la giacchetta, né – assicura – intende cercare posti o candidature. Avrebbe potuto, dopo una lunga carriera che lo ha visto tra le altre cose ai vertici dei servizi, prefetto a Roma (e non solo), dirigente della Digos, a capo della Polizia e della Protezione civile. Ma non è in cerca di posti o seggi, ha garantito al Foglio qualche settimana fa. “Darò un contributo al dibattito, se qualcuno vorrà accoglierlo, sugli argomenti che più mi appartengono”. Eppure, sui giornali e in questo centrosinistra sempre in cerca di volti e leader, il suo nome ciclicamente ritorna. Indicato negli anni come sindaco di Roma e poi di Milano. Adesso anche come un novello Prodi. Da settimane Matteo Renzi insiste nel dire che è (anche) sulla sicurezza che va incalzato il governo. E chi più autorevole di lui per parlarne da sinistra? Così da quando il dibattito sul sicurezza è diventato sempre più centrale, tra scontri di piazza e decreti, il peso mediatico di Gabrielli è aumentato. Interviste, presenze televisive, da Repubblica a Piazza Pulita, i media preferiti dai meloniani. Gabrielli è stato inoltre sottosegretrario con la delega ai servizi nel governo di Mario Draghi, ma ha lavorato anche con Renzi. Di recente Beppe Sala lo ha voluto al suo fianco a Milano. Si racconta anche dei suoi buoni rapporti in zona Quirinale, con vari esponenti del Pd, con gli ex Margherita e con quelli che hanno condiviso con lui la gioventù democristiana, come Dario Franceschini. Quando a Milano, a fine 2024, Ernesto Mario Ruffini ha lanciato la sua avventura politica Gabrielli c’era e anche allora si parlava di lui come figura centrale in quel progetto.

Domenica scorsa è arrivato poi il “riconoscimento” di Crosetto: “Perché un ex capo della Polizia vuole polemizzare?”, ha detto il ministro, che non ha evidentemente gradito le recenti critiche espresse sul decreto sicurezza (e oltre) e l’ha iscritto sostanzialmente tra gli avversari politici. Dice Raffaella Paita, capogruppo di Iv al Senato: “Gabrielli è stato un eccellente capo della Polizia e responsabile della Protezione civile. Le sue sono parole di equilibrio, che meritano rispetto e grande attenzione”. La pensa in modo simile anche il dem Sensi: “Gabrielli porta la sua conoscenza della sicurezza, dunque le sue parole pesano e vanno ascoltate. Normale che una destra che sa fare solo la faccia feroce, soffra le sue dichiarazioni”. Ed ecco allora che un profilo come quello di Gabrielli potrebbe davvero, in qualche modo, dare una mano ai progressisti. Ma a una condizione, conclude Sapdafora: “Che il prima possibile tutte le componenti si siedano intorno a un tavolo per avviare un processo partecipato che consenta la costruzione di un nuovo progetto. Senza questo metodo, la disponibilità dei singoli, pur se pregevoli, non sortirà alcun effetto”.

 

 

 

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Autore
Il Foglio

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