La Regione Lazio dona 85 milioni di euro per rafforzare la competitività del tessuto produttivo italiano

  • Postato il 3 marzo 2026
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di Alice Iadecola

All’Auditorium dell’Ara Pacis, il 2 marzo, la Regione Lazio ha alzato il sipario su misure pensate per rafforzare la competitività del tessuto produttivo italiano. Centrali 85 milioni di euro destinati a ricerca e innovazione attraverso due avvisi – STEP–FRI e Filiere Tecnologiche 2026 – inseriti nel Programma Regionale FESR 2021-2027. Interventi che non sono episodi isolati ma tasselli di un piano d’azione strategico e più ampio da 140 milioni di euro.

Il primo bando, STEP–FRI, mette a disposizione 30 milioni di euro per sostenere investimenti finalizzati allo sviluppo e alla fabbricazione di tecnologie altamente innovative: dal digitale al deep tech, dalle tecnologie pulite alle biotecnologie fino alla difesa. Il sostegno combina contributo a fondo perduto, finanziamento agevolato e contributo in conto interessi, con procedura a sportello e valutazione affidata a una commissione dedicata. Il secondo avviso, invece, Filiere Tecnologiche 2026, vale 55 milioni di euro e guarda alla costruzione e al consolidamento di ecosistemi industriali strategici: progetti di ricerca e sviluppo realizzati da PMI, anche insieme a grandi imprese e organismi di ricerca, selezionati tramite graduatoria e premiati per qualità e valore aggiunto generato dalle collaborazioni.

«È un piano strategico di investimenti per rafforzare la competitività del sistema produttivo e pensato per rafforzare le filiere produttive regionali», ha sottolineato la vicepresidente Roberta Angelilli, rimarcando la coerenza con le priorità europee in materia di tecnologie ad alto impatto. Competitività che significa mettere a fattor comune saperi, competenze, infrastrutture e capacità di fare rete. Non a caso, accanto agli 85 milioni dei due avvisi, la Regione ha previsto ulteriori 15 milioni per il Technology Transfer e il sostegno Preseed alle startup, portando a 100 milioni le risorse attivate.

Università, imprese e finanza: la rete come metodo

Il tratto distintivo del piano è la costruzione di un impatto di sistema. L’obiettivo dichiarato è trasformare la collaborazione in un metodo stabile, capace di generare risultati duraturi. In questo disegno la componente universitaria viene definita un vero e proprio “enzima di sviluppo”: la Regione ha riunito gli atenei laziali per rafforzare una rete di contatto permanente e favorire una progettualità condivisa nei prossimi due anni. Un passo che si affianca al ruolo del Rome Technopole, indicato da Maria Sabrina Sarto, la prorettrice alla Ricerca di Sapienza Università di Roma, come ecosistema dell’innovazione regionale – nato con il finanziamento PNRR che ha come missione quella di promuovere e supportare collaborazioni stabili tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca.

Fondamentale per queste iniziative è anche la collaborazione con la Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Rotativo Imprese, rappresentata in questo incontro dalla head of unit Strumenti Finanziari Agevolati di Cassa Depositi e Prestiti, Alessia Valentinetti.

Dalla visione alla messa a terra

Ad approfondire l’architettura dei due avvisi è Tiziana Petucci, direttrice regionale Sviluppo Economico, Attività Produttive e Ricerca della Regione Lazio. Il bando Filiere Tecnologiche assegna un ruolo centrale agli organismi di ricerca e alle grandi imprese, chiamati a fare da traino e a individuare le priorità tecnologiche su cui concentrare gli sforzi. STEP–FRI, invece, interviene direttamente sugli investimenti delle imprese, offrendo una leva finanziaria capace di accelerare i processi di innovazione. Il filo conduttore è chiaro: mettere in connessione 600 mila imprese, un sistema di ricerca e formazione d’eccellenza e strumenti finanziari dedicati, per inserire il Lazio negli hub di collaborazione internazionale.

Lo sottolinea la vicepresidente Roberta Angelilli: «La Regione Lazio è determinata a creare connessioni solide e strutturate tra tutti gli attori del sistema. Il dialogo strategico resta fondamentale, ma oggi dobbiamo fare un passo in più: collaborare concretamente per sviluppare tecnologie e filiere capaci di generare risultati ancora più solidi e proiettare il Lazio nei grandi hub internazionali dell’innovazione. Abbiamo tutte le carte in regola: 600 mila imprese e un sistema di ricerca e formazione di eccellenza. Possiamo costruire insieme un percorso ambizioso, sfidante, ma di altissimo livello».

Lo sguardo è già proiettato oltre i confini regionali: nei prossimi giorni la delegazione laziale sarà a Bruxelles per confrontarsi con il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto sulla futura programmazione europea.

La vicepresidente conclude l’evento con una promessa operativa: non mancheranno webinar, incontri in presenza, in modalità ibrida e assistenza tecnica per accompagnare imprese e ricercatori, perché l’obiettivo della Regione Lazio è quello di creare una misura efficace, ma soprattutto accessibile, capace di trasformare ogni investimento pubblico in un impatto reale e duraturo.

L’articolo La Regione Lazio dona 85 milioni di euro per rafforzare la competitività del tessuto produttivo italiano è tratto da Forbes Italia.

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Forbes Italia

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