La Rai nelle mani di Stefano De Martino. E Napoli, come ai tempi della Dc, si ritrova al comando
- Postato il 7 aprile 2026
- Televisione
- Di Il Fatto Quotidiano
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Napoli dall’inizio alla fine. La Rai, affidandosi a Stefano De Martino, leader televisivo del momento, gli ha appaltato il principio e il destino dell’enorme baraccone avendo in precedenza inanellato una sfilza di asfittici e squinternati programmi che hanno ridotto il cavallo di viale Mazzini a pelle e ossa.
Il programma, “Stasera tutto è possibile“, un Giochi senza frontiere in chiave comica, rappresenta la categoria junior dell’attività di de martino. Quel che ci pare degno di nota è che si produce a Napoli, l’energia espressiva è dentro la rumorosa ma efficace miscellanea partenopea, il cast è un documento esemplare del genius loci. La lingua italiana solo un intermezzo. Stefano De Martino, da Torre del Greco, la città dei coralli, un alito da Napoli, chiamato a condurre Sanremo, a progettare la direzione artistica e ogni altro dettaglio del Festival della canzone italiana, si è ritrovato a sostenere su Raiuno, nell’orario di massimo ascolto, con le sue sole braccia Affari tuoi, dopo l’abbandono di Amadeus.
Come se non bastasse su Raidue ha ripreso il format “Stasera tutto è possibile“. Il nostro Stefano ha però imposto che le proprie fatiche fossero segnate dal cerchio professionale nato e cresciuto alle falde del Vesuvio. Così abbiamo imparato a conoscere la comicità appesantita di Peppe Iodice, quella anche più vintage di Biagio Izzo, l’immancabile Francesco Paolantoni con il bravo Giovanni Esposito. Unico non napoletano Herbert Ballerina, da Campobasso.
La Rai che sceglie Napoli come centro del proprio riscatto, e dunque attende da De Martino la gioia di rimanere in vita, assomiglia un po’ all’Italia di quarant’anni fa che delegò la Dc napoletana a gestire i propri affari. Quattro ministri, importantissimi, nati sotto il Vesuvio, con il segretario del partito, e poi presidente del Consiglio, di Nusco, in provincia di Avellino e altri satrapi locali. Il governo irpino. De Martino, che è nato nell’89, forse nemmeno ha voglia di sapere chi fosse Ciriaco De Mita, o Paolo Cirino Pomicino o Antonio Gava o Francesco De Lorenzo. Buon per lui.
Certo che il poco che luccica della Rai è nelle sue mani e lui lo porta a Napoli, dove vive la sua felice e amicizia con i comici che sanno fare anzitutto baccano. Napoletani dalla testa ai piedi, esattamente come Sal da Vinci, l’ultimo vincitore di Sanremo. “Per sempre sì“, testo e note dentro la grande corrente neomelodica, canzone tra l’altro applauditissima, figlia di Napoli, la città italiana – dettaglio curioso – dove il No al referendum ha stracciato ogni pronostico.
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