“La raccolta differenziata è un gioco di squadra”, ecco la nuova campagna di Amiu per arrivare al 60%
- Postato il 18 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Una nuova campagna di comunicazione con testimonial del mondo dello sport per convincere i genovesi a fare la raccolta differenziata e avvicinarsi all’obiettivo minimo del 60% partendo dall’attuale 54%, dato non ancora ufficiale relativo al 2025. La strategia è stata presentata oggi a Palazzo Tursi da Amiu, Conai e il Comune di Genova alla presenza della sindaca Silvia Salis.
La raccolta differenziata è un gioco di squadra: questo il claim scelto dall’agenzia di comunicazione genovese Twow per accompagnare immagini e video che attraversano diversi luoghi della città, coinvolgendo impianti sportivi, società e atleti a tutti i livelli, dal Ponente al Levante, valorizzando la città come “campo di gioco condiviso” in cui ognuno fa la sua parte in un’azione collettiva.
Costo della campagna – secondo quanto riferito in conferenza stampa – circa 600mila euro, coperti al 70% dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi) con risorse destinate a rafforzare la raccolta differenziata nei Comuni, e il restante 30% frutto di un investimento di Amiu con risorse di Arera che devono essere usate per legge con lo stesso scopo.
“Non solo siamo convinti che la vita, come la politica, sia un gioco di squadra, ma ogni grande obiettivo deve essere un gioco di squadra, in questo caso con l’Amiu, per alzare la percentuale di raccolta differenziata che abbiamo trovato in questi anni drammaticamente bassa e che ora dobbiamo portare a livelli degni della sesta città d’Italia – spiega la sindaca Silvia Salis -. Sarà complesso, ma questo investimento è importante per sensibilizzare tutta la città, in un lavoro in cui sicuramente l’amministrazione e Amiu devono fare la propria parte, ma anche tutta la cittadinanza può dare un importante contributo“.
“Abbiamo l’obbligo di legge del 65% che abbiamo dichiarato, pensiamo grazie alla campagna di poter riuscire nell’anno ad aumentare la raccolta differenziata di 5 punti percentuali – spiega l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu -. Adesso non guardiamo solo la percentuale, perché è proprio un tema di un patto di collaborazione con la città che riguarda l’insieme delle cose, anche gli abbandoni degli ingombranti”.
“Il riciclo degli imballaggi ha un valore ambientale, oltre che economico, perché significa utilizzare meno materia prima vergine – spiega Fabio Costarella, vicedirettore generale del Conai -. Puntiamo molto su questa campagna su Genova, che può crescere ancora tanto. È un primo progetto che riusciamo a fare, dopo tentativi negli anni anche con le precedenti amministrazioni. Un progetto che riguarda alcune città metropolitane in Italia, tra cui si inserisce Genova, insieme ad altre sette, da Roma a Palermo, Catania, Messina, Napoli e Bari. Siamo convinti che queste città possano dare ancora di più per raggiungere gli obiettivi nazionali che, dal punto di vista quantitativo, pesano molto rispetto ai piccoli comuni”.
Sarà la volta buona per convincere i genovesi a fare la raccolta differenziata? Il direttore generale di Amiu Roberto Spera è convinto di sì: “Da oggi parte quel patto sociale di cui la città ha bisogno. Abbiamo bisogno di giocare insieme, abbiamo bisogno di un gioco di squadra. La raccolta differenziata è soprattutto una questione culturale. È ovvio, Amiu deve migliorare ed essere sempre più al passo coi tempi, deve andare incontro alle prerogative di un servizio moderno. Ma lo dice la storia delle grandi città dove è insistito una discarica: si fa sempre più fatica a far entrare il concetto di rifiuto come risorsa. Noi, da oggi in poi, cercheremo di comunicare sempre di più che il rifiuto non è un problema, ma è una risorsa”.
Sottolinea Paolo Macchi, presidente di Amiu: “Questa campagna racconta una visione chiara: la raccolta differenziata come gesto condiviso, semplice per tutte e tutti. È così che si costruisce un territorio più curato e comunità responsabili. Amiu, insieme a Conai con i suoi consorzi e all’amministrazione comunale, sceglie di parlare a Genova in modo inclusivo, puntando sulla partecipazione come chiave del cambiamento”.
Cassonetti “intelligenti” e tariffazione puntuale Tari, a che punto siamo
Proprio per aumentare la raccolta differenziata erano stati introdotti i cassonetti elettronici “intelligenti”, progetto stoppato dalla giunta Salis proprio per gli scarsi risultati (nonostante i costi, 30 milioni già spesi per sostituirne 5.700 su 26mila). “Questa campagna parlerà anche dei cassonetti intelligenti, nel senso che quello che abbiamo dobbiamo imparare a usarlo bene – spiega l’assessora Pericu -. L’azienda rivedrà la distribuzione sul territorio e dovranno essere poi introdotte finalmente le famose tessere che li rendono intelligenti, quindi dovranno essere sfruttati al massimo, ma i cittadini dovranno usarli nella maniera corretta. Spesso troviamo i sacchetti abbandonati a fianco e questo non è certo un bel messaggio”.
L’obiettivo resta comunque la tariffazione puntuale della Tari, anche se ci si dovrà arrivare per altre strade: “È un modo per spronare ognuno a essere responsabile di quello che fa – ricorda la sindaca Salis -. Questa è una strada importante per la sensibilizzazione e per arrivare a creare un rapporto più diretto tra Amiu e la cittadinanza, anche un rapporto di fiducia reciproca”.
Termovalorizzato, Spera (Amiu): “Impianti da fare dove sono i rifiuti”
Oltre la differenziata resta il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti. Sul termovalorizzatore, dopo che Amiu si è tirata indietro dall’avviso esplorativo della Regione, il direttore Spera lascia aperta una possibilità ma con una precisazione: “Le scelte sono scelte politiche, ma a me preme sottolineare una cosa: gli impianti sono qualcosa di di utile, a volte necessario per chiudere il ciclo, e devono essere fatti lì dove insistono i rifiuti. Quindi il principio della prossimità, per quanto mi riguarda, rimane un principio fondamentale”. Quindi un impianto ad esempio in Val Bormida non sarebbe utile a Genova? “È utile chiudere il ciclo, su questo non si discute. Poi le utilità peculiari saranno valutate a livello tecnico”.