La proposta di Piqué per "cambiare" le sfide tra Alcaraz e Sinner: "A nessuno interessano queste finali"

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ci mancavano le “lezioni” di Gerard Piqué, a ricordare al mondo intero che lo sport deve “evolvere” (o regredire?) verso nuovi format in grado di accaparrare maggiore interesse. Solo che capire quelle che sono le intenzioni dell’ex difensore del Barcellona (famoso agli occhi del grande pubblico, specie quello dei giovani che tanto va decantando, per essere stato l’ex marito di Shakira, che l’ha lasciato non appena ha avuto conferma dei suoi tradimenti) risulta essere un esercizio un po’ complicato, specialmente quando prova a lanciare proposte che non si capisce se siano reali o semplicemente buttate là per fare confusione.

Le idee innovative di Piqué per avvicinare un nuovo pubblico

L’ultima trovata del capo mondiale della Kings League calcistica, riguarderebbe la necessità di riformare le regole del gioco del tennis, quantomeno per “evitare” di assistere a partite maratona come le recenti finali slam giocate da Alcaraz e Sinner:“Non sono molto interessato a portare nuove sfide e a veder giocare nuovi giocatori, quanto piuttosto ad attrarre una nuova fetta di pubblico interessata ai contenuti sportivi. Vale per il calcio, come per il tennis: vi immaginate un nuovo fruitore dell’evento che si ritrova “costretto” a seguire una partita che può arrivare a durare 5 ore?”

Piqué ne ha anche per il Basket

“Nella storia – prosegue l’ex centrale del Barcellona – succede che a un certo punto le cose vanno cambiate, perché è la storia stessa di quella disciplina che richiede un ammodernamento dei contenuti. Vale per il tennis, ma anche per altri sport: sarà pur vero che l’NBA oggi risulta essere un campionato divertente, ma perché non si potrebbero cambiare le regole? Magari decidere di giocare 3 contro 3, e inventare un tiro che vale 10 punti…”.

Il calcio però non si tocca: “Quello è religione, anche se…”

Che l’intento di Piqué sia più rivolto al puro spettacolo (quindi al contenitore) che non alla promozione vera e propria di qualcosa che abbia a che fare con lo sport risulta piuttosto evidente dal modo col quale approccia gli argomenti. La sua ormai è una mente imprenditoriale, più che sportiva: l’ossessione è come cercare di accaparrarsi nuovo pubblico, e quindi nuove fette di appassionati.

“Con la Kings League abbiamo creato un prodotto che funziona e che piace tanto, soprattutto ai giovani. Ma ci sono tanti sport dove si potrebbe intervenire: boxe, MMA, anche le darts (freccette), tutti potrebbero godere di nuovi spazi se modificati nel modo giusto. Tra l’altro, aggiungendo creatori di contenuti, si potrebbero usare piattaforme come Twitch, Tik Tok o YouTube in modo da favorire l’interazione con un pubblico ancora maggiore”.

“Il mondo ormai è connesso tramite social e smartphone, e lo sport è lì che deve andare. Anche il calcio, che pure con i suoi 100 e passa anni di storia viene vissuto alla stregua di una religione: lì magari cambierei meno le regole, ma qualcosa si, perché il gioco ancora funziona. Anche se gli 0-0 sono noiosi e allontanano le persone dal prodotto”.

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Virgilio.it

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