La medaglia assegnata 50 anni dopo

  • Postato il 13 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Nel mondo dello sport il verdetto del cronometro o del giudice è solitamente sacro. Eppure, la storia delle Olimpiadi Invernali conserva un caso unico in cui la matematica ha dovuto piegarsi alla verità storica, correggendo un podio a distanza di mezzo secolo. Il principale protagonista di questa vicenda è Anders Haugen, lo sciatore che ricevette la sua medaglia solo quando era ormai un bisnonno di 88 anni. Il mistero dei punteggi a Chamonix 1924 Tutto ebbe inizio durante la prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali a Chamonix, nel 1924, nella gara di salto con gli sci. In questa disciplina il punteggio che determina la classifica viene assegnato con un sistema che tiene conto sia della lunghezza del salto sia dei voti assegnati allo stile da una giuria.. Ecco perché il fatto che l'americano di origini norvegesi Anders Haugen fosse finito al quarto posto nonostante avesse effettuato il salto più lungo della competizione non destò sospetti sul momento: accade abbastanza spesso che chi realizza salti meno lunghi riesca a guadagnare posizioni grazie a uno stile migliore (e viceversa). La medaglia di bronzo fu assegnata alla leggenda norvegese Thorleif Haug, l'altro protragonista di questa vicenda e già vincitore di tre ori nella stessa edizione. Per decenni, gli annali del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) hanno riportato quella classifica, finché il destino non ha bussato alla porta degli archivi: in realtà c'era stato un grossolano errore di calcolo.... La scoperta scientifica del 1974 Il cold case sportivo venne risolto solo nel 1974. Lo storico dello sci Jacob Vaage, analizzando minuziosamente i tabellini ufficiali per una ricerca accademica, si accorse di un'incongruenza nei decimali del punteggio complessivo di Haug. Ricalcolando i dati secondo il regolamento dell'epoca, infatti, face emergere una verità clamorosa: Haugen aveva totalizzato 17.916 punti contro i 17.821 di Haug. L'errore umano aveva invertito il terzo e il quarto posto! Una volta presentate le prove alle federazioni e al CIO, la rettifica fu immediata e si registrò il record... per il più lungo ritardo nella correzione di un risultato olimpico. Un gesto di fair play senza tempo La risoluzione della vicenda non richiese alcuna battaglia legale, ma anzi si dimostrò un esempio di straordinaria sportività. Thorleif Haug era scomparso nel 1934, ma la sua famiglia, appena appresa la notizia, si offrì di restituire il cimelio. Così il 12 settembre 1974, in una cerimonia ufficiale a Oslo, la figlia di Haug, Anna Maria Magnussen, consegnò fisicamente la medaglia di bronzo a un commosso Anders Haugen. A 88 anni l'atleta poté finalmente mettere al collo il premio che gli spettava di diritto, dichiarando che quel riconoscimento valeva molto più del metallo di cui era fatto. L'eredità storica di Anders Haugen Ancora oggi il caso Haugen è ricordato come un esempio di integrità documentale e di correttezza sportiva. E Anders Haugen resta tuttora l'unico atleta degli Stati Uniti ad aver vinto una medaglia olimpica nel salto con gli sci (sebbene riconosciuta con 50 anni di ritardo!)..
Autore
Focus.it

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