La manina cinese in Perù e l'illusione di Trump
- Postato il 24 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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La manina cinese in Perù e l'illusione di Trump
Ieri la Cgtn, network di proprietà di China Media Group, cioè voce ufficiale del dipartimento di Propaganda del Partito comunista cinese, ha fatto alcuni servizi per condannare quelle che ha definito “accuse infondate e arroganti” da parte degli Stati Uniti contro il Perù. All’inizio del mese l’account dell’Amministrazione Trump su X aveva scritto che accettare finanziamenti cinesi da parte del governo di Lima per progetti strategici come il porto di Chancay avrebbe messo a rischio la sovranità peruviana. Per Pechino anche la costruzione del megaporto a nord di Lima, che gestisce una rotta espressa per Shanghai, si baserebbe sul “mutuo beneficio” e la politica di “non interferenza”.
Eppure il Perù qualche problemino con i cinesi l’ha già dimostrato: tra i motivi per cui l’ormai ex presidente ad interim José Jerí è stato destituito dal Congresso il 17 febbraio scorso ci sono i suoi incontri con l’imprenditore cinese Zhihua Yang, descritto come facilitatore logistico per imprese cinesi entrate in grandi appalti pubblici, avvenuti in gran segreto – esistono delle immagini che lo mostrano molto cinematograficamente entrare di notte in un ristorante cinese a San Borja indossando un cappuccio sulla testa. Come ha scritto gran parte della stampa peruviana, non si tratta di una scelta ideologica, tanto che nei suoi quattro mesi da presidente Jerí aveva tentato in tutti i modi di dimostrarsi molto vicino a Washington. Ma le lusinghe del business cinese sono tutt’altra faccenda. La crisi in Perù si staglia su un problema molto più ampio che riguarda l’America latina: secondo la sua Strategia di sicurezza nazionale, l’Amministrazione Trump vorrebbe tenere fuori gli interessi cinesi dal suo emisfero, ma è un’illusione. Con il porto di Panama la strategia potrebbe aver avuto successo, ma il grande vantaggio dell’autoritarismo di Pechino è quello di adattarsi e insinuarsi senza grandi proclami e senza mostrare contrapposizioni, portando avanti il suo piano a lungo termine che non finirà in un ciclo elettorale.
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