La Liguria ripiomba in inverno: temperature in calo e raffiche di tramontana a 100 km/h
- Postato il 25 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Temperature in rapida discesa, raffiche di tramontana a 100 km/h nei punti più esposti, possibili precipitazioni nevose nell’entroterra. Nelle prossime ore anche la Liguria sarà interessata dall’irruzione artica che travolgerà l’Europa: un ritorno all’inverno in piena regola dopo il primo assaggio di primavera, anche se le dinamiche locali limiteranno in parte le conseguenze, in particolare dal punto di vista termico.
Ciclone artico e tramontana con raffiche a 100 km/h
“A partire dalla serata odierna – spiega Antonio Iengo, meteorologo di Arpal – scenderà sull’Italia un ciclone di origine artica con aria molto fredda in quota. Parliamo di temperature intorno ai -30 gradi a 5mila metri di altitudine e -2/-3 a 1.500 metri. Questo si tradurrà in Liguria in forti venti di tramontana da nord-ovest che andranno a colpire prima il Centro-Ponente, tra Portofino e Imperia, con raffiche a 80-90 km/h e localmente superiori a 100 km/h, soprattutto su vallate e crinali esposti. Domani il minimo di pressione si sposterà verso il centro dell’Adriatico e questo favorirà una componente più settentrionale della ventilazione, coinvolgendo anche il Levante”.
Arpal ha emesso infatti un avviso di burrasca forte con “bollino nero” per le giornate di martedì e mercoledì su tutti i settori costieri della regione (qui i divieti disposti dal Comune di Genova), mentre l’entroterra risulterà più schermato dagli Appennini ma vedrà comunque raffiche sui 60-80 km/h, fatta eccezione per i crinali dove il vento supererà molto facilmente i 100 km/h.
Temperature in calo, ma senza valori “clamorosi”
I riflessi sulla colonnina di mercurio al suolo, però, non saranno così drastici: “Le temperature saranno in diminuzione di 4-5 gradi – continua Iengo -. Non ci aspettiamo grossi cali perché avremo venti di favonio, cioè venti di caduta che si scalderanno a causa dell’effetto compressione dell’aria che salta gli Appennini”. Sulla costa genovese si prevedono quindi temperature nell’ordine degli 8-9 gradi, valori invernali ma non certo clamorosi, anche se la sensazione di freddo sarà acuita dal vento molto teso nelle zone esposte alla tramontana.
Diversa la situazione per l’entroterra: “Nelle vallate interne – prosegue l’esperto di Arpal – una volta attenuato il vento le temperature minime potranno anche scendere leggermente sotto zero. Parliamo delle notti tra giovedì e venerdì oppure tra venerdì e sabato. Dipende dall’andamento del vento”.
Possibili temporali con grandine e neve sull’entroterra
Quello che ci attende sarà un passaggio invernale piuttosto secco, con l’esclusione della serata di mercoledì per quanto riguarda l’entroterra, come puntualizza Iengo: “L’ingresso di questo fronte freddo potrà dare luogo a qualche fenomeno temporalesco da convezione. Parliamo di fenomeni piuttosto rapidi che dovrebbero interessare più l’Emilia Romagna e la Toscana, però potrebbero sfiorare il Levante, dalla Valle Scrivia fino alla zona del Magra, associati a qualche grandinata o graupel, con chicchi molto leggeri e lucidi. Le possibilità però non sono altissime”. Saranno possibili anche nevicate oltre gli 800-900 metri, ma si tratterà comunque di precipitazioni rapide.
“Dopodiché, già dalla prima parte della notte l’aria fredda seccherà l’atmosfera e non avremo più precipitazioni – aggiunge il previsore -. Giovedì avremo un po’ di nuvolosità sparsa, ma potremmo assistere anche a delle schiarite e dal pomeriggio potrebbe tornare proprio il sereno“.
Da segnalare anche l’aumento del moto ondoso a partire dalla prossima notte a causa delle correnti di libeccio che precedono l’arrivo dell’aria polare: si prevedono mareggiate sulla costa tra Portofino e La Spezia e mare agitato sull’Imperiese, in rapida attenuazione già nella giornata di giovedì.
Il colpo di coda dell’inverno: perché succede (e potrebbe succedere ancora)
La Liguria ripiomba in inverno, ma non c’è niente di eccezionale secondo gli esperti: “È una dinamica alla quale assistiamo spesso. Frequentemente a fine inverno si verificano scambi meridiani così accesi, perché il vortice polare tende a indebolirsi e questo favorisce ondulazioni più pronunciate sul Mediterraneo e quindi ingressi freddi. Due anni fa, ad esempio, ci sono state nevicate sui rilievi costieri a partire dai 700 metri ad aprile. Sono ondate tardive che provocano danni all’agricoltura, ma non sono così rare”.
Cosa succederà nei prossimi giorni? “Sembra esserci una pausa senza segnali di maltempo, ma un’altra discesa di aria fredda potrebbe verificarsi tra martedì e mercoledì prossimo. Ma la situazione – avverte Iengo – non è ancora definita, perché la traiettoria di questo impulso potrebbe anche scivolare più sui Balcani e saltare completamente la Liguria”. Troppo presto, insomma, per dire se questo sarà l’ultimo colpo di coda dell’inverno o se convenga lasciare a portata di mano la giacca pesante.