La Liguria degli anelli, 4 nuovi percorsi tra mare, borghi ed entroterra
- Postato il 10 febbraio 2026
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- Di SiViaggia.it
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La Liguria investe sempre di più sul turismo e lo fa provando a proporre itinerari alternativi fuori dalle classiche mete come le Cinque Terre per rivelare quella che è la sua anima più autentica. Borghi, entroterra e un passato storico rilevante fanno da accompagnamento al nuovo progetto conosciuto come la Liguria degli Anelli presentato alla BIT di Milano a febbraio 2026.
Il progetto Liguria degli Anelli
La Liguria degli Anelli non nasce come una semplice operazione cicloturistica; si vuole proporre un’idea di territorio che prova a rimettere in equilibrio costa ed entroterra, mare e montagna, stagioni piene e mesi dimenticati.
Il progetto, sostenuto dal Ministero del Turismo, prende la Ciclovia Tirrenica come spina dorsale naturale: una linea continua che attraversa la regione da ovest a est e che diventa punto di partenza per spingersi all’interno. Da lì si aprono gli anelli, ognuno con una propria identità, ma tutti pensati per raccontare una Liguria meno scontata.
L’obiettivo è chiaro: distribuire meglio i flussi turistici, ridurre la pressione sulla costa, riportare attenzione e opportunità economiche nelle aree interne. Destagionalizzare e valorizzare senza snaturare.

I 4 itinerari
Ogni anello è un viaggio a sé dove cambiano le pendenze, le atmosfere, i colori e persino il modo in cui il mare appare: a volte lontano, altre improvviso, altre ancora solo immaginato.
- Anello dell’Alta Valle Argentina. Parte dalla Riviera di Ponente e risale verso l’interno, attraversando borghi di pietra e vallate dove il tempo sembra aver preso un’altra velocità. È un percorso ideale per il bikepacking, un giro completo che tiene insieme terme, architetture medievali, panorami alpino-marittimi e il ritorno al mare lungo la ciclabile costiera. Il percorso prende avvio tra Bordighera e Ventimiglia, sfruttando la Ciclovia Tirrenica come primo tratto pianeggiante. Da qui si lascia il mare per risalire verso Dolceacqua, porta naturale dell’entroterra ponentino, e proseguire fino a Pigna, borgo termale raccolto tra le montagne;
- Anello San Romolo – Sanremo. La bici incontra la storia delle antiche vie commerciali, come la Via del Sale, e attraversa luoghi che portano nomi carichi di immaginario: Bajardo, Triora, il Colle Melosa. È l’anello delle grandi salite e delle discese lunghe, delle quote alte e dei silenzi. Un percorso che non fa sconti, ma ripaga con scenari ampi, quasi inattesi per una regione spesso raccontata solo in orizzontale;
- Anello del Melogno. Parte dal mare, sale tra ulivi e colline, entra nei boschi, tocca borghi che sembrano sospesi e poi scavalca il crinale verso il Piemonte, prima di tornare indietro. La partenza è a Loano, lungo il litorale, da cui si risale verso l’interno passando per Castelvecchio di Rocca Barbena, uno dei borghi medievali più integri della regione. Il percorso continua tra boschi e altipiani fino a Bardineto e Calizzano, in un ambiente sempre più montano.
Raggiunto Murialdo, la strada si apre sulla Val Bormida e conduce a Bagnasco, primo centro piemontese dell’itinerario. Da qui inizia la salita più panoramica verso il Bric Campazzo, seguita dalla discesa verso Perlo e le località di Isolagrande e Caragna; - Anello mare-entroterra dell’area genovese. Si rivela il più complesso e forse il più sorprendente. Un itinerario che mette insieme funicolari, treni storici, strade di valle e ciclabili fluviali. Si parte dal cuore urbano di Genova, si sale sopra i tetti della città, si entra nell’Appennino e si ridiscende verso il mare, seguendo fiumi e antiche vie di collegamento. Da qui si raggiunge Casella grazie alla storica ferrovia Genova–Casella, attrezzata per il trasporto bici. Il percorso prosegue lungo la valle Scrivia toccando Montoggio e Torriglia, porta del Parco dell’Antola, per poi attraversare l’alta Val Fontanabuona fino a Gattorna. L’ultima parte segue il corso del fiume Entella, passando per Carasco e arrivando al mare a Lavagna, lungo la ciclovia dell’ardesiali.

Qualsiasi percorso si decida di intraprendere, la logica è la stessa: non arrivare in fretta, ma assaporare la lentezza concedendosi il lusso di guardare attorno. La Liguria degli Anelli non promette imprese eroiche né record personali ma qualcosa di più sottile e, forse, più duraturo: un modo diverso di attraversare una regione che, a ogni curva, cambia volto.